sabato 2 marzo 2024

GIADA ROBIN, LA PRIMA VOLTA...LIVE! // TESTO E GALLERY A CURA DI SAMUEL FAVA



Sabato 10 febbraio allo SWAMP CLUB di Marina di Carrara abbiamo assistito al debutto sul palco di GIADA ROBIN! Non certo un debutto assoluto, per la precisione Giada ha una lunga esperienza di palcoscenico dati i suoi trascorsi da Cosplayer professionista e le sue esperienze di conduzione e presentazione di show e cosplay contest, ma nelle vesti di cantante/performer è stata la prima volta! La notte buia e tempestosa abbinata alla serata finale di Sanremo è un forte deterrente ad uscire di casa ma per i presenti allo Swamp lo show si rivelerà una vera sorpresa, Giada infatti non si limita ad un concerto convenzionale ma propone una vera e propria performance con numerosi cambi d'abito e momenti di interazione col pubblico. 

piccolo estratto live di "Jesus DNA"

Sicuramente una scelta coraggiosa e impegnativa che richiede un lavoro notevole, con margini di miglioramento (in termini di tempistiche e fluidità) che di show in show potrebbero perfezionarsi, quindi ci auguriamo che arrivino presto altre opportunità per Giada di esibirsi e presentare GNOCKSTAR, il suo nuovo disco, dal titolo ironicoe sarcastico che è tutto un programma! Ma passiamo alle immagini della serata!






"All eyes on me" ...ma non c'era bisogno di chiederlo!

Lunedì 12 febbraio Giada è stata anche ospite nei nostri studi di RISERVA INDIE, dove abbiamo potuto intervistare con calma Giada e ascoltare una bellissima versione acustica di JESUS DNA, probabilmente il mio pezzo preferito del nuovo album! A questo link potrete riascoltare l'intervista completa dal sito di Contatto Radio Popolare Network ASCOLTA QUI! (potete skippare e iniziare direttamente dal minuto 51!!!)

 


immancabile foto ricordo di fine serata!


#FESTIVETEN #020324 - AGGIORNATA SU SPOTIFY LA PLAYLIST DI RISERVA INDIE CON I CONSIGLI D'ASCOLTO SELEZIONATI DALLA NOSTRA REDAZIONE


Aggiornata su #spotify, nel player di spotify in questo post,  la nuova #festiveten di #riservaindie con le novità della settimana, e non solo, selezionate dalla nostra redazione. Un flusso di musica costantemente rinnovato, senza barriere di alcun genere, sotto forma di playlist con gli artisti che sono passati fisicamente nella nostra trasmissione e quelli che vorremmo ospitare, ovviamente tutti rigorosamente del panorama indie italiano. In questa #festiveten ci sono le nuove entrate di #oodal #voina #shajaraensemble #nobraino #fantasmi #antonioclemente #iventuredacrossthestream #marlenekuntz #treallegriragazzimorti #tanksandtears #thecocumberfool. Seguiteci sui nostri social facebook, twitter, instagram, e piacete (e magari condividete) la nostra #festiveten su spotify. Nessuna tessera e nessun denaro è richiesto per partecipare ed ascoltare #festiveten. Buon ascolto su https://open.spotify.com/playlist/0Z0z9rBbiyUCwmIa9YWFZw

Oodal - Polvere

Mirko e il Cane - Venissero a cercarmi qui

Stefano Di Nucci - I puntini sulle i

Raised By Haze - Prediction

Cara Calma - Male cane

Nuovo Normale - Che ne avrebbe detto Erik?

Voina - Che vita di merda

Fantasmi - La fine di ogni età

Valentina Lupi - Non potevi mancare tu

Stroszek - Any History of Heartbreak

Martina Di Roma - Bittersweet

Shajara Ensamble - Hakini

Warcoe - Pyramid Of Despair

Nobraino - Glenn Miller

Oslo Tapes - Ethereal song

Marlene Kuntz - Fine della danza

Herself - Tv Delica

Antonio Clemente - La mia casa

I ventured across the stream - 1994

Tanks and Tears - Darkside

Tre allegri ragazzi morti - Ho'oponopono

The Cocumber Fool - Harlequin

EROI DI UN MONDO CHE NON C'È PIÙ - GLI HEROES DEL SILENCIO IN "SILENCE AND ROCK'N'ROLL" SU NETFLIX - TESTO DI MAURIZIO CASTAGNA


Non c'è solo la storia di una band in questo film documentario disponibile su Netflix, ma lo spaccato di un'epoca che probabilmente non tornerà mai più o, se succederà, lo farà ma con modalità e mezzi diversi. La parabola degli Heroes del Silencio parte non da Madrid o Barcellona ma da Saragozza, piccola città dell'Aragona, e ricorda quella di tante band italiane che muovevano i primi passi non a Milano o Roma ma a Bologna, Firenze o Catania. In questo film c'è tutto il fervore della fine degli anni '80 e soprattutto quella scena musicale alternativa che dall'Italia, all'Inghilterra e alla Spagna, declinava gli stessi suoni pur usando lingue diverse. Ci sono i festival nei centri sociali, i banchetti con le fanzine e le cassette, i punk e i dark e Mtv che faceva da cassa di risonanza a tutto questo. C'è soprattutto, e questo esce nella prima parte del film, la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa che potesse dare un'identità condivisa sia a chi viveva nella grande città e vedeva succedere le cose, sia a quelli che dalla provincia quelle cose potevano solo sognarle. C'è la nascita di un gruppo, che può piacere o meno, ma che ha una storia fatta di sacrificio, strada e dedizione: le tre cose che spesso mancano al 90% delle band che sono in circolazione oggi... ma questa è un'altra storia.



C'è quel percorso che parte dai concerti nelle cantine ai primi passaggi radiofonici ("Sentire per la prima volta un nostro pezzo passare in radio è ancora oggi una delle più grandi emozioni della mia vita" dice Juan, il chitarrista), all'incontro con i talent scout e tutte quelle figure intermedie che orbitavano nel passaggio dal piccolo club alla stanza in cui si firma un contratto con una major: quel "mondo di mezzo" che prendeva un gruppo e lo metteva nelle condizioni migliori per proporsi e, perché no, vendere, magari anche cambiando la copertina "troppo scura" del loro singolo che poco metteva in evidenza i componenti della band nei loro meravigliosi e unici 24 anni. Ci sono i produttori eccellenti come Phil Manzanera e Bob Ezrin ("Quando suoni per uno che ha prodotto i Pink Floyd ti chiedi se sarai all'altezza di farlo" dice Pedro). E poi c'è poi il successo planetario di un singolo come "Entre Dos Tierras" che li fa entrare nelle classifiche di tutto il mondo e che dà il via a un tour mondiale (in Italia arriveranno anche al Festivalbar e verrano ribattezzati i "Litfiba spagnoli"), e che sarà l'inizio della fine, soprattutto dopo la tragica morte di Martin, il loro storico tour manager, e personaggio di riferimento per tutta la band. Il film termina con la reunion, avvenuta nel 2007, e con le immagini dell'ultimo concerto a Valencia davanti a 80mila persone. "Ho sempre sognato di suonare in uno stadio, di avere una passerella come gli Stones. Finire un lavoro bene è meglio che farlo per sempre", dice ancora Juan. In novanta minuti di "Hèroes: Silencio y Rock'n'Roll" c'è la storia di una generazione che ha potuto vivere un sogno attraverso gli occhi di una scena e del suo circuito, radio, promoter, tour, etichette, locali, che alimentava sé stesso con la forza della musica e dei soldi che mobilitava. Oggi abbiamo tutta la musica del mondo nel nostro smartphone a soli 9,99 al mese, ma ci mancano i sogni, la strada e quelle storie che negli anni '90 potevano portare un gruppo da un angolo sconosciuto della Spagna alla conquista del mondo. E siamo tutti più poveri anche per questo.