lunedì 11 ottobre 2021

I CONCERTI AL TEMPO DELLA PANDEMIA - SPIN OFF 1 - "NE RIMARRÀ SOLTANTO UNO" - TESTO "APOCRIFO" RACCOLTO DA MARIALAURA CORREDI


Nel corso dell’estate sul blog di Riserva Indie sono stati pubblicati i diari con cui un noto musicista ha documentato la sua tournée. Il successo e la curiosità suscitati sono stati tali che molte persone ci hanno contattato, chi solo per provare a indovinare l’identità del protagonista delle vicende, chi addirittura per inviarci un ulteriore episodio del diario che sostiene d’avere reperito con modalità che tuttavia non ha voluto svelarci. Ammetto di non essere riuscita ad appurare se il testo che segue sia autentico ovvero si tratti di un apocrifo, pertanto declino ogni responsabilità in merito e vi lascio alla lettura di quest’ultima, fantomatica pagina del diario.
Marialaura Corredi – Montecatini Terme – autunno 2021


Senti, sarò anche un esistenzialista, ma io firmo. In fondo, a cosa serve essere sensibili se non ci si mette alla prova con queste situazioni improbabili, dove si viene a contatto con persone che non ti sogneresti mai di frequentare. E poi nel contratto si parla di diverse migliaia di euro a puntata, per non contare le serate in più dovute alla ritrovata visibilità.
Mi ritrovo così negli studi televisivi della capitale, gli stessi del Grande Fratello vip che adesso è in pausa. I concorrenti sono otto. Ne verrà eliminato uno a puntata. Ci sono io, il più giovane e malinconico di tutti, per quanto vada già per la sessantina, e tutta una serie di personaggi ripescati di settant’anni e oltre. C’è una bionda platinata e rimbombata famosa negli anni Settanta per canzoni autolesioniste, uno sperimentatore prog-rock datosi alla musica disco rinomato per i suoi baffi, un cantautore degli anni Sessanta che ha avuto solo una hit in tutta la sua vita, un playboy rincretinito che quarant’anni fa mollò un gruppo famoso con suo sommo rimpianto e che per questo non riesce ancora a darsi pace. E ancora, un gruppo new wave degli anni Ottanta evolutosi in trio vocale neomelodico, un mistico seguace della religione zoroastriana che aveva raggranellato qualche piccolo successo con i suoi pezzi techno ambient e per finire c’è l’unica donna che può attrarre la mia attenzione, un’esile cinquantatreenne che ne dimostra venti in meno per una sua rigida militanza vegana e per un’incessante attività fisica, unita alla meravigliosa presenza di due grandi occhi blu e un sorriso stellare: Frisia, una cantautrice alla Kate Bush che aveva riscosso grande attenzione con un singolo banale in un’estate del ’90. I giudici sono Albano, Jerry Calà e Gegia.


Prima della puntata d’esordio ho bisogno di sfogare la tensione e allora ne approfitto per circuire Gegia, la quale mi promette di avere un occhio di riguardo nei miei confronti durante il programma.
Nonostante questo, al termine della prima puntata vado al ballottaggio con il santone techno zoroastriano che vince grazie a un remix di corni suonati da monaci tibetani a 3500 metri. Me ne torno mesto a casa con il Freccia Rossa. Arrivato alla magione mi bevo una boccia di whisky per far calare l’adrenalina prima di addormentarmi.
L’indomani mattina mi sveglio a mezzogiorno e per prima cosa accendo la radio. Mi metto a fare colazione dopo essermi preparato una moka e sorseggiando il caffellatte ascolto il notiziario. “Clamoroso colpo di scena ieri sera al Gerontocontest”, declama l’annunciatrice. “Omissis, il cantante del gruppo di rock di nicchia omissis, sputa nell’occhio al guru della techno D.J. Anananda Nando dopo esser stato eliminato.” Dettaglio di cui mi ero del tutto dimenticato… Ah, ora che mi ricordo, avevo dato un colpetto anche a Frisia nel suo camerino, prima di andare via.
Torno a provare con il gruppo. È finito il tempo delle date soliste estive. Me ne resta giusto un paio e così ho ripreso con gli omissis in attesa di un non meglio specificato tour invernale, di quelli che ti fanno sottostare all’obbligo del green pass.
Una mattina alle otto mi arriva una telefonata. Rispondo per caso perché mi ero alzato per pisciare. Chi cazzo mi telefona a quest’ora?
“Buongiorno, chiamo dalla commissione tecnica interna della Mollydammoly, l’agenzia di produzione di ‘InVenom’, il famoso talent delle nuove proposte. Gegia e Frisia ci hanno caldamente raccomandato il tuo nome che d’altronde non aveva bisogno di presentazioni visti i dodici milioni di visualizzazioni del video del tuo sputo al guru techno.”
Insomma mi hanno preso al talent più famoso d’Europa, nella sua versione italiana. All’anziana omissis è preso un colpo e dovrà passare lunghi mesi di riabilitazione, perciò io mi inserirò al suo posto insieme a Giovannella, Gionni Firsteight ed El Tubon.



Le prime tre giornate di audizioni, trasmesse in diretta su tutte le piattaforme, vanno bene. Gli ascolti e le visualizzazioni sono alle stelle, ma il quarto giorno succede il patatrac. Arriva un gruppo che presenta una cover di omissis, il brano più famoso del mio gruppo. Gionni Firsteight apprezza, Giovannella è disgustata sia dal brano sia dall’esecuzione, a me non è che la versione piaccia più di tanto, però il gruppo suona bene, è un po’ una ruffianata ma decido di dare seguito all’esperienza di questi Scartagons. Due voti a favore e uno a sfavore. Manca il voto decisivo di El Tubon che fa un preambolo di circa mezzora e finisce per dire che li avrebbe anche passati, ma che per lui gli omissis non hanno niente a che fare con le sette note e neanch’io ho alcun titolo per stare su questo scranno e quindi li boccia. Io mi alzo dalla mia poltrona, vado da El Tubon e gli stacco di netto un orecchio con un morso.
Ormai che ho digerito l’orecchio di El Tubon, sono rinchiuso nei sotterranei in una cella speciale tipo Hannibal the Cannibal. In compenso il mio morso ha raggiunto miliardi di visualizzazioni e adesso gli omissis sono il gruppo con più follower nei social in tutto il globo terracqueo.
Queste sì che son soddisfazioni!

#FESTIVETEN27 - AGGIORNATA LA PLAYLIST DI #RISERVAINDIE CON LE NOVITA' DELLA SETTIMANA SELEZIONATE DALLA NOSTRA REDAZIONE



Nuovo appuntamento con #festiveten, la numero 27, la playlist aggiornata settimanalmente dalla redazione di #riservaindie con una selezione delle migliori uscite del panorama indie italiano ascoltabile sul player di spotify in coda al post. Sul nostro piatto questa settimana gira: l'elettro rock del torinese Lorenzo Chia con il suo progetto #vetna e "Betegeuse", anteprima dall'album di debutto "As Lips Run"in uscita il 15 Ottobre, l'indie folk di Luigi Bussotti, in arte #adultmatters, con "My body" da "Flare Up", il caleidoscopio sonoro del dream team #totale! con "I soldi" da "Totale!", "Hideout", il nuovo singolo dei torinesi #smile, l'italo-house di Marco Scozzaro e del progetto #loggetto con "Musica da Discoteca vol.1",  il ritorno degli #ihatemyvillage con "Tony Hawk of Ghana"", l'alt pop di "Cannibali" dei #canarie, "Morsi" dei #cosmetic con la collaborazione di #vrcvs/Filippo Rieder dei #finebeforeyoucame, il female rock delle #ab29 con "Nightmare" e il pop "bizzarro" di #eltonnovara con "Stringamani". Seguiteci su facebook, instagram, twitter e "piaceteci" la playlist su spotify. Nessun green pass è richiesto per ascoltare la playlist. L'immagine di copertina è tratta da "Fugazi" di Marcin Podolec.

martedì 28 settembre 2021

#FESTIVETEN26 - TORNA SU SPOTIFY LA PLAYLIST A CURA DI RISERVA INDIE CON LA SELEZIONE SETTIMANALE TRA LE NUOVE USCITE DEL PANORAMA INDIE ITALIANO



Dopo la inevitabile pausa estiva torna #festiveten, la playlist di Riserva Indie aggiornata settimanalmente con 10 nuovi dischi della settimana scelti dalla nostra redazione in base alle uscite recenti. Come sempre una selezione basata sulla qualità delle proposte, senza alcuna barriera di genere. Sul nostro piatto questa settimana girano: I #giardinidimiro con la suite in cinque movimenti "Del tutto illusorio", l'"altro pop" dei #newsforlulu con "Wise" da "Ready for what", il "post postista" degli spezzini #repetitaiuvant con "Piuno" da "3+1", il rap di #kira con "Tossico" da "Street", le atmosfere di #salvatoretaverna e #stefanozanusfortes con "At land" da "Meshes of Land", l'alt-pop di #juliabardo con "Do this to me", "Rooftops" da "Green line" della musicista italo libanese #ritatekeyan, la dark synth wave dei romani #lagraziaobliqua con "Resta" dall'ep "Oltre", il debutto dei #heartsapart con il garage rock di "Waste time" da "Number one to no one" e l'elettro wave dei romani #thiseternaldecay con "Leave". Come sempre in scaletta anch ele 20 proposte delle ultime due settimane. Per mandare le vostre proposte scriveteci a riservaindie@gmail.com e seguiteci su facebook, instagram e twitter. In copertina una tavola di Gipi. Nessun green pass è richiesto per ascoltare #festiveten. Buon ascolto.

sabato 25 settembre 2021

ROTTA DI COLLISIONE! RISULTATI E GALLERY DELLA SERATA DI WRESTLING "WIVA" - TESTO E FOTO A CURA DI SAMUEL FAVA

 


Eccomi di nuovo a bordo ring per raccontarvi cosa è successo a ROTTA DI COLLISIONE, evento targato WIVA Wrestling che si è svolto come di consueto al Centro Sportivo di Portile di Modena. In apertura presentazione della Coppa Italia di Wrestling sponsorizzata da JustMary, ancora non sappiamo i concorrenti ma si tratterà di un torneo aperto anche a lottatori non WIVA e con tabellone tipo Tennis con 8 partecipanti. A dare fuoco alle polveri ci pensa Davide Rosselli contro Nico NARCISO, in pochissimo tempo "l'anonimo" e quasi timido Rosselli è riuscito a crearsi una forte personalità, il wrestler social ROS-SELFIE infatti è particolarmente amato dal pubblico e i suoi selfie pre-post e durante il match sono ormai diventati una tradizione! A farne le spese Nico Narciso, atleta molto più esperto di Rosselli .


Nel secondo match GUIDO ER MECCANICO altro idolo di casa Wiva, riesce ad avere la meglio su EL GORDO, un vero veterano della Scena che ultimamente avevamo visto prevalentemente nelle vesti di Manager.


MASSIMO PANICO vuole risolvere i conti in sospeso con il GARGOYLE ma l'ONOREVOLE BENIAMINO MALACARNE, in veste di Dirigente a causa della mancanza di Marco Folloni, stabilisce un match contro MR. PDP.  Nonostante Massimo Panico sia particolarmente "on fire" vince il match MR PDP, ovviamente con un piccolo aiutino dell'Onorevole. Il Braccio Violento della Legge sfogherà la sua frustrazione contro il povero arbitro Andrea Cesana.



Dopo essersi più volte provocati SHOCK e LYON arrivano finalmente a regolare i conti sul ring. Il match tra l'ex Campione SHOCK e il discepolo di Red Scorpion LYON parte subito fortissimo, aggressività e violenza, zero strategia, è una vera rissa e i colpi che si scambiano i due contendenti sono davvero devastanti. Dopo essere finiti fuori dal ring ed essere squalificati per doppio count out i due proseguono il "confronto" nelle vicinanze della gabbia ottagonale e qui SHOCK compie un incredibile MOONSHOCK travolgendo LYON. L'arbitro Jhonny Puttini sospende definitivamente il match mentre i due atleti con fatica si rialzano da terra!



Chi potrà fermare i REBEL SOULS? Non lo sappiamo ma di sicuro non sarà facile trovare un tag team all'altezza, nel frattempo la stable milanese si presenta a Modena al gran completo! A sfidarli quattro misteriosi Cavalieri Neri. Ma trovare l'alchimia di team non è una impresa semplice, richiede tempo e fatica, in questo il combo milanese è sicuramente molto più avanti e i Cavalieri neri, nonostante delle buone individualità, vengono spazzati via!


Nel regolamento di conti tra Giant Warrior e Luke Zero questa volta ha la meglio il Gigante che, accompagnato dall'Onorevole Malacarne sconfigge la coppia Zero e Makro Diamond. Qualcosa mi dice che le ostilità tra i due non finiscono qui!

 

Main event! Due grandi Campioni, due grandi amici, rivali per una notte! Sul ring si scontrano RED SCORPION contro BAMBIKILLER, per arbitrare in supporto al buon Jhonny Puttini arriva il mitico TOM LA RUFFA! (inizialmente designato come sfidante ma indisponibile causa infortunio al braccio). C'è molto rispetto tra Red Scorpion e Bambilkiller ma i colpi duri non si risparmiano, dopo le prime fasi di studio i due iniziano una rissa furibonda fuori dal ring, e quasi travolgendo il pubblico, arrivano a sfidarsi all'interno della gabbia MMA! Con fatica, Tom La Ruffa e Jhonny Puttini riportano ordine nel match riportando i due contendenti nel ring ma poco dopo uno squadrone di Cavalieri Neri guidati da SHOCK aggrediscono RED SCORPION! Match sospeso...ma le forze del male non la passano liscia! Red Scorpion e l'amico Bambikiller si alleano per ristabilire l'ordine e fanno pulizia degli invasori! Anche Tom La Ruffa, nonostante l'infortunio, partecipa alla festa e con un super kick stende Giant Warrior. Per SHOCK, rimasto fuori dal ring solo fischi e insulti da parte del pubblico, per il trio di Campioni si preannuncia una notte di Festa!





domenica 19 settembre 2021

MY NEVERMIND - 12 RACCONTI (PIU' UNO NASCOSTO) ISPIRATI DAL DISCO DEI NIRVANA - INTERVISTA A PATRICK POINI A CURA DI MAURIZIO CASTAGNA


30 anni di "Nevermind" celebrati con un mare di articoli e un libro di 12 racconti (più uno nascosto) pubblicato da Patrick Poini. Ne abbiamo parlato con l'autore.


Ciao Patrick e grazie per la tua disponibilità. Partiamo subito da "My
Nevermind" e dai suoi 12 racconti (più uno nascosto) ispirati allo storico disco dei Nirvana. Come e quando è nata l'idea del libro?

Alla prima rispondo con una battuta: beh, volevo fare qualcosa per il trentennale dell'album prima che lo facesse Dave Grohl! A parte gli scherzi, sappiamo quanto trent'anni fa Nevermind riuscì a sconvolgere il mondo della musica e la società in generale, purtroppo gli effetti di quello scossone non sono riusciti a sopravvivere a Kurt Cobain... Per omaggiare quell'evento epocale ho quindi scelto un approccio alternativo, facendo appunto mio quel disco attraverso la scrittura e lasciando che quelle canzoni mi ispirassero per scrivere dei racconti. È confortante verificare come un artista o un album riescano a comunicare con te in maniera personale e a portarti sensazioni sempre nuove anche al miliardesimo ascolto.

In "My Nevermind" usi la tecnica del "cut up" che è la stessa usata da Cobain per le sue canzoni. Di cosa si tratta?

Si tratta di un metodo di scrittura utilizzato e reso celebre negli anni Sessanta dallo scrittore Williams S. Burroughs, che era l'autore preferito dal frontman dei Nirvana. In pratica questa tecnica consente di arrivare a un testo finale mischiando frasi o intere parti prese da diversi scritti.

Che sensazione ti ha dato riascoltare il disco con un approccio "diverso", sapendo di doverne ricavare dei racconti? Per ogni brano hai avuto subito l'ispirazione giusta per scrivere? Ci sono stati singolo brani che hanno dato vita a più racconti? E, nel caso, come hai scelto quello da pubblicare?


Ci ho provato e il lavoro è venuto fuori in maniera quasi naturale, ovviamente il merito è, più che del sottoscritto, di Cobain che è riuscito a fare quei tre dischi che possono parlare con la tua anima anche a distanza di decenni. La maggior parte dei racconti sono usciti subito, per i restanti il cut-up mi ha aiutato a sviluppare quella che era l'idea prima. Sì, alcuni brani hanno dato vita a più racconti: nello specifico Polly, al quale ho affidato il mio grido femminista, nella prima versione era un po' piatto, era perfetto per un manifesto socio-politico ma doveva diventare un racconto, un racconto in grado di far pensare allo schifo di società patriarcale che ancora oggi non si riesce ad abbattere. Territorial Pissings non era nato male, ma l'ho migliorato mettendoci dentro materiale preso da un paio di vecchi progetti che esprimevano lo stesso concetto. Una volta finita la prima versione di Lounge Act mi sono reso conto che da qualche parte avevo scritto qualcosa di molto simile e un po' più valido dal punto di vista letterario e l'ho rielaborato. Con Endless-Nameless ho espresso i concetti originali trasformando il testo in una specie di favola in corso d'opera. On A Plain è stato il più faticoso e, con il cut-up, ci ho messo dentro delle parti che mi piacevano delle versioni iniziali di Lounge Act e Endless-Nameless. In questi casi ho voluto dare al pubblico qualcosa di meglio della prima stesura.

Nella copertina del libro in piscina restano i dollari ma sparisce il neonato. Come mai?

La copertina l'ho fatta prima che venisse fuori la notizia che il piccolo Spencer Elden avrebbe richiesto un risarcimento. La mia scelta di non inserirlo è scaturita solo da motivi di copyright, scherzosamente posso dire che sui diritti Courtney Love è molto attenta e che non avevo voglia che i suoi avvocati si scomodassero per un libriccino in italiano. Tornando serio voglio sottolineare quanto sia irrispettosa l'uscita pubblica dell'ex bimbo della copertina che ha definito quell'immagine “pornografia infantile” attaccando di fatto una persona morta. Kurt Cobain, che era sempre dalla parte delle donne e dei bambini, spiegò in maniera chiara la sua scelta perché anche all'epoca qualcuno ebbe da ridire sulla nudità del neonato ed era pronto a far coprire i genitali di Spencer con un adesivo con su scritto “Se questo vi offende, allora forse siete dei potenziali pedofili” nelle copie destinate alle catene che non avessero voluto mettere in vendita il disco.

Che ricordi hai di "Nevermind". Quando il disco è entrato nella tua vita?

L'album è entrato subito nelle vite di tutti in quel settembre del 1991. Ricordo ancora che la prima canzone dei Nirvana che ho sentito fu Even In His Youth, B-side dal singolo di Teen Spirit, che mia sorella maggiore stava ascoltando: avevo 10 anni, un background metal e non avevo ancora gli strumenti per capire che non c'entrava niente con la roba che lei metteva su in quel periodo, tipo Bryan Adams.

Personalmente ricordo ancora 30 anni fa il pranzo domenicale in famiglia con "Superclassifica Show", condotta dal mitico Maurizio Seimandi, che si chiudeva con"Smells like teen spirit" al numero uno. Era un brano di rottura che chiudeva una trasmissione a base di Sting, Venditti e Paolo Vallesi e, se vogliamo, 'ingresso della "altra musica" nel salotto di casa. Venire in qualche modo a patti con un contesto diverso da quello in cui si è nati è stato l'inizio della fine di un movimento?

Come dicevo prima, avevo 10 anni e ascoltavo metal, forse avrei potuto capire i Nirvana prima di tanti miei coetanei e anche di tanti ragazzi più grandi, che raramente avevano una formazione rock. Invece ci misi un po': il paradosso vuole che pensassi che la musica “dura” non dovesse essere data in pasto a tutti e che questa band stesse tradendo questa cosa non detta. Il mio era proprio un concetto cobainiano. Anche se probabilmente dal punto di vista delle scelte artistiche ha fatto quello che avrebbe dovuto fare, lo stesso Cobain non riusciva ad uscire da questo modo di pensare e la cosa lo faceva stare così male che sappiamo come è finita. Grazie a quelle scelte, chi ha voluto approfondire ha potuto conoscere gruppi fantastici come i Mudhoney, le L7 e tutto il movimento delle riot grrrl, quelle scelte sono riuscite ad avere un profondo impatto non solo musicale, ma anche culturale su chi è andato oltre il riff di Teen Spirit.

La figura di Cobain è ormai diventata una icona che coinvolge il nostalgico del grunge come l'adolescente che ha scoperto i Nirvana sulle playlist di spotify o sulle magliette del banco del mercato. Cosa ha reso questo anti-personaggio così popolare tra persone così diverse?

Non so davvero se essere così positivo. Mi sembra, ma potrei sbagliarmi, che ormai l'adolescente non riesca più a calarsi in quel mondo e negli ultimi anni ho sentito più di un ragazzino dire di non conoscere i Nirvana. Peccato, perché a me quei dischi hanno insegnato a capire quello che avevo dentro e quello che c’era fuori, mi hanno reso capace di capire le mie emozioni, anche quelle negative; Kurt è stato l’amico intimo di tante persone e, da padre, mi dispiace avere la sensazione che le nuove generazioni non riescano a “incontrarlo”. La cultura grunge è stata sempre legata alla ricerca e allo scambio tra persone più che all'imposizione. Con l'algoritmo di Spotify è facile che partendo dai Nirvana si arrivi a Bon Jovi, mentre scambiandosi cassette, leggendo le riviste musicali e ascoltando la radio si poteva arrivare sino alle Kleenex/LiLiput e per qualche strano motivo poteva venirti voglia di leggere un libro, di scrivere qualcosa o di mettere su una band.

Il mondo del rock è molto cambiato da 30 anni a questa parte ma le rockstar che riempiono gli stadi sono più o meno sempre le stesse. Si moltiplicano le reunion di vecchie glorie, quasi come se un certo tipo di musica fosse incapace di evolversi e nello stesso tempo creare delle novità tali da riempire delle arene. C'è anche un problema di mancanza di personaggi nel mondo musicale di oggi? Mancano le figure carismatiche con una storia da raccontare alle spalle come  Cobain, Morrison, Osbourne e soci?

È un mondo troppo diverso, i 15 minuti di celebrità di cui parlava Andy Warhol ora possono essere 15 secondi di video su TikTok. Sì, mancano personaggi e personalità e persone. Dall’Italia è uscito qualcosa proprio in questi mesi, non sono ancora pronto per nominarli e per avere una precisa opinione, ma credo che questo fenomeno possa avere una notevole rilevanza. È un bene che i giovani d’oggi (citazione che qua ci sta bene) che non avevano ancora avuto a che fare con il rock sentano qualcuno che li intriga dire che per suonare ha tratto ispirazione da Kim Gordon.

Nell'attuale contesto, musica "liquida", immagine "usa e getta" affidata ai social, fine delle riviste musicali e delle fanzine, un disco come "Nevermind" oggi avrebbe lo stesso impatto di 30 anni fa?

Temo di no. I Nirvana non sono stati certamente l’unica cosa buona degli ultimi decenni, ma in quel contesto sono riusciti ad avere quell’impatto. Io adoro le Skating Polly, una band giovanissima ma che ha all’attivo già più dischi dei Nirvana, che ha molto talento ed è figlia anche di quel fenomeno. Il gruppo è spinto da Exene Cervenka, Viggo Mortensen, Shirley Manson e dai Flaming Lips eppure non riesce ad avere il successo che merita, neanche tra le nostre generazioni. Forse anche tanti di noi si sono impigriti; era già successo proprio con i Nirvana: per molti sono stati solo una fase, ma c’è qualcuno che ha capito a fondo e sono soddisfatto di sapere che non mi sbagliavo quando rispondevo negativamente a quelli che mi dicevano che crescendo mi sarebbe passata.

Grazie Patrick per il tuo tempo e prima di chiudere ricordiamo ai nostri lettori come è possibile acquistare "My nevermind".

Prego! È sempre bello parlare con voi, perché parliamo la stessa lingua. Il libro si può comprare su Amazon sia in cartaceo che in digitale e chi ha Kindle Unlimited può addirittura leggerselo gratis. Vi lascio i link:


CARTACEO 


DIGITALE




 

sabato 18 settembre 2021

I CONCERTI AL TEMPO DELLA PANDEMIA - CAPITOLO 6 #COMEWITHME - IL DIARIO SEGRETO DELLA LEGGENDA - A CURA DI MARIALAURA CORREDI

 


Ed eccoci giunti all’ultima pagina del diario che un noto musicista (rimasto anonimo ma identificato da diversi lettori) ha tenuto nel corso dell’estate per documentare la sua tournée. Speriamo vi siate emozionati e divertiti come è capitato a me nel trascrivere le vicende per il blog di Riserva Indie, non mancando di fare editing a beneficio della sgrammaticata prosa del nostro eroe e mascherando i segreti più inconfessabili con una sfilza di omissis. Per un tour che si chiude, vi è sempre una nuova porta che si apre. Quale sarà mai?



Marialaura Corredi – Montecatini Terme – estate 2021

#6 – Come with me

Domani ho l’ultimo concerto del mio tour estivo chitarra e voce. Suono nel giardinetto esterno di un locale in pieno centro a omissis. Capita a fagiolo, infatti vado su con un giorno d’anticipo perché ho un appuntamento negli studi televisivi di omissis, che si trovano appena fuori città. Sono stato convocato per fare il giudice nella nuova stagione di omissis! Il principale talent show musicale al mondo mi vuole alla sua corte, senza dubbio per legittimarsi sul piano artistico, cosa che nelle precedenti edizioni è un po’ mancata in favore di una più marcata spettacolarizzazione. Chiaro, io questi programmi li ho sempre disprezzati, ma vuoi mettere il ritorno? Fama, successo e ancora più donne a mia disposizione! Entro sbandierando il green pass e la lettera col sigillo dell’emittente e mi guardo a una vetrata nella hall. Ho messo una delle camicie sgargianti che caratterizzano le mie uscite pubbliche, soprattutto i concerti che facevo con gli omissis prima della pandemia. Morbida seta color pistacchio che fa pendant con la tracolla della chitarra, solo che la chitarra non ce l’ho con me.


Mentre mi accingo a prendere l’ascensore e salire a un piano a caso (non voglio fare la figura del parvenu spaesato che non sa dove rigirarsi), vedo arrivare omissis, la giudice più famosa di omissis, un’anziana signora con l’aria da casalinga che dopo una vita di clausura se la vuole spassare in tarda età. Nessuno ha mai capito grazie a quali credenziali sia diventata uno tra i personaggi televisivi più conosciuti. A me sembra la parodia di quell’attore che si vestiva da donna e faceva la Coriandoli. In ogni caso, è una potenza qui dentro, e dovendoci lavorare insieme sarà bene entrare sin da subito nelle sue grazie. Perciò le vado incontro affabilmente.
“Ciao omissis!”, la saluto.
Lei mi guarda un istante, quindi tira fuori gli occhiali e li inforca e mi guarda di nuovo, poi se li toglie.
“E tu chi cazzo sei?”, mi dice di rimando.
“Io sono una leggenda.”
“Sì, una leggenda metropolitana… ma chi ti conosce?”
“Sono il nuovo giudice di omissis”, le spiego trionfalmente, “per me è un onore collaborare con te!”
See, ti piacerebbe! Gli altri giudici oltre a me anche se non sono stati annunciati ufficialmente si sanno già da un pezzo, e tu non sei uno di loro… Cribbio, qualcuno mi può togliere dai piedi questo sciroccato?”
Pressoché in contemporanea, omissis gira i tacchi e al suo posto compaiono tre nerboruti vigilantes pronti a ridurmi in poltiglia su editto della mia perfida collega di giuria musicale.


Protesto la mia innocenza e mostro la lettera che ho ricevuto. Uno degli energumeni farfuglia il numero del piano e dell’ufficio dove devo recarmi e lo squadrone della morte mi scorta fino all’ascensore per sincerarsi che non faccia altri gesti inconsulti.
Vengo quindi ricevuto da uno della produzione, che esamina la mia candidatura a giudice di omissis e infine sentenzia che non c’è nessuna poltrona di giudice che mi aspetta.
“Lei non ha capito niente. In questa lettera le proponiamo di fare il concorrente a omissis.”
“E che roba sarebbe?”
“È un programma dove partecipano vecchi cantanti falliti di cui non si ricorda più nessuno, che cercano di ispirare pietà nel pubblico per ottenere una seconda chance nel mondo della musica.”
“E io sarei un vecchio cantante fallito? Io sono una leggenda!”
“Certo, come no.” L’impiegato si alza e prende un libro da uno scaffale alle sue spalle. Mi mostra la copertina. È una specie di bignami della musica italiana. Sfoglia rapidamente le prime pagine per trovare sull’indice ciò che cerca.
“C’è una parte dove si parla della scena di omissis. Guardi, legga pure da solo.”
Mi mette in mano il volume aperto al capitolo sui gruppi della mia città. A noi omissis è riservato giusto un trafiletto di poche righe. Gli omissis invece, i nostri acerrimi rivali, quelli col chitarrista mio omonimo che si sono venduti al successo non appena hanno annusato l’odore dei soldi, vengono definiti un gruppo leggendario [sic] e descritti come gli unici esponenti credibili e longevi usciti dalle cantine di omissis in entusiastiche colonne piene di minuziosi elogi alla loro insipida produzione discografica, all’impatto multigenerazionale delle loro insulse canzoni e al carisma di quel pagliaccio del loro cantante.
Appoggio il libro sulla scrivania, consapevole della situazione. In definitiva, in questi tempi incerti non ci si può permettere di rinunciare a cuor leggero a certe occasioni. Gli sto già per chiedere di farmi firmare il contratto.