giovedì 15 novembre 2018

I MOTORHEAD,PINO SCOTTO,SLASH E QUELLA VOLTA A BOLOGNA NE 1986 // PICCOLO RICORDO DI LEMMY KILMISTER DI MAURIZIO


Di Lemmy e della sua morte è stato detto (di) tutto.Per quanto mi riguarda ho due ricordi legati ai Motorhead e ne posso parlare tranquillamente da "non fan" della band. Il primo risale al 23 Giugno 1986 ("avevo solo 20 anni" direbbe Appno) e riguarda il primo Festival "Heavy Metal" a Bologna. Per intenderci, in Italia il fenomeno della diffusione di massa del Metal è legato a un programma della defunta "vecchia" Videomusic (oggi risorta sul canale 813 del digitale terrestre) dal titolo "Heavy con Kleever", di cui qua sotto potete vedere una clip che vale più di mille parole e tremila commenti.


La line up del Festival era composta dai "local heroes" Crying Steel e dai tedeschi Scanners a cui toccò il difficile compito di aprire le danze. Ma all'epoca bastava davvero poco per incendiare un palazzetto dello sport stipato di appassionati del genere. Terza band sul palco i mitici Vanadium , punta di diamante del metal del Belpaese e con un frontman come Pino Scotto che restava ancora un'icona in ambito musicale prima che RockTv ( probabilmente la peggior televisione musicale del mondo dopo MTV Rocks) ne tirasse fuori la vena "caciaron popolare" e ne distruggesse mito e reputazione. Ma l'epoca c'era gente che avrebbe venduto i "giolielli di famiglia" per un autografo di Pino come questo che ottenni quella sera e che conservo più o meno gelosamente nel mio cassetto dei ricordi.


Dopo i Vanadium, causa defezione delle mitiche Girlschool, arrivarono on stage i Motorhead. 45 minuti circa di delirio senza se e senza ma. Un brano dietro l'altro senza pausa, senza tregua, senza respiro. "Lui" immobile di fronte al microfono e tutto il resto del mondo a pogare sotto al palco. Non ricordo brani e scaletta nel dettaglio, non ricordo neppure se suonassero bene o male perchè ho passato 45 minuti a cercare (spesso invano) di difendermi da spinte, botte, colpi più o meno proibiti. Ma non è forse tutto questo che rende un live memorabile? Il Festival si chiuse con i Twisted Sister che impiegarono mezzo set a far cantare "I wanna Rock" al pubblico e l'altra metà a rifarsi il trucco in camerino. Mi portai per giorni a casa le orecchie che fischiavano per il set di Kilmister e band. 


Arriviamo ai giorni nostri e pur "sfiorando" un paio di volte Lemmy a Berlino non ho più avuto il piacere di testare l'invecchiamento di miei padiglioni auricolari a un loro concerto. Però mi addentrai nel loro sito con curiosità qualche mese prima del tragico evento (e qui il secondo ricordo di loro). Da eroi della strada erano in fondo diventati pedine neppure troppo velate del music business e dal loro sito ufficiale si poteva addirittura prenotare un posto su un lussuosissimo yacht (di quelli in cui non mancano caviale e mignotte) dove tra i benefits c'era  anche un loro live su un palco placcato d'oro. Resta la musica, quella che non ha bisogno di caviale e mignotte per essere apprezzata, e, tra i tanti, un brano immortale come "Ace of Spades" che Slash, con Myles Kennedy and the Conspirators, ha coverizzato alla House of Blues di Las Vegas. Riposa in Pace Lemmy Kilmister e spero lassù non ci siano yacht ad aspettarti ma solo motociclette e strade polverose.

SOCIAL NETWORK E NUOVI FASCISMI NELL'ERA DEL 2.0 // ECCO UN ESTRATTO DAL NUOVO LIBRO DI LEONARDO PIERRI


Ecco un estratto da "Social Fascismo nazionale", il nuovo libro di Leonardo Pierri (già a Riserva Indie con I Carnival e La Clinica Dischi) disponibile in digitale cliccando qui . Il libro è un piccolo saggio sui "nuovi fascismi" dell'era digitale e sulle loro possibili soluzioni. 


IL mondo dei Social Network ha consentito a
chiunque di poter esprimere ed esternare pensieri
ed idee di ogni sorta e tipologia.
In un momento di prosperità economia questo
meccanismo, questa libertà, può fungere da
propellente per lo sviluppo di nuove idee e per
l'avviamento di processi di evoluzione del pensiero.
Ma cosa accade quando le contingenze ci
costringono a fare i conti con la povertà, con la
precarietà, con un modello di società che si sgretola
sotto i nostri piedi e che sentiamo non appartenerci più?
Possono i social network fungere da canali di sfogo
per la rabbia repressa della popolazione?
Tutto sembra confermare la possibilità, alla luce dei
fatti, che l'assenza di una autorità in grado di
regolare in modo intransigente le attività degli
utenti sulle piattaforme social porti inevitabilmente
all'abbattimento di parametri di buon senso che a
fatica le generazioni passate costruirono, in taluni
casi pagando con la vita.
Immaginate un mondo in cui tutti, nessuno escluso,
vaghino per le strade ad esternare il proprio
pensiero senza più freni o limiti.
Ecco come funzionano i social network.
Avete mai visto qualcuno girare per la strada con in
fronte appeso un cartellone su cui scrivere il proprio
pensiero? Beh, in questo caso si, l'avrete visto, e l'avrete
sicuramente considerato non proprio mentalmente
lucido, vero? E allora perché se questo accade su una piattaforma
come Facebook risulta ai nostri occhi tollerabile?
Semplicemente perché questo modo virtuale di
vivere la vita ci dona la possibilità di farlo senza
porci limiti perché è come se non fossimo poi noi,
individui in carne ed ossa, a rispondere dei nostri
pensieri e delle nostre azioni.
Le condizioni economiche e soci
Avete mai visto qualcuno vagare per strada
sbraitando qualunque pensiero gli passi per la testa?
Beh, in questo caso si, l'avrete visto, e l'avrete
sicuramente considerato non proprio mentalmente
lucido, vero?
E allora perché se questo accade su una piattaforma
come Facebook risulta ai nostri occhi tollerabile?
Semplicemente perché questo modo virtuale di
vivere la vita ci dona la possibilità di farlo senza
porci limiti perché è come se non fossimo poi noi,
individui in carne ed ossa, a rispondere dei nostri
pensieri e delle nostre azioni.
Le condizioni economiche e sociali del nostro paese
non corrispondono esattamente a quello che si
definirebbe un “ottimo stato di salute”, dunque se un
tempo il malcontento diffuso poteva trovare sbocchi
diversi e più equilibrati, sotto forma di dialogo
democratico e rispettoso da un lato e, dall'altro,
tramite sporadiche azioni di natura più o meno
criminosa che però venivano additate come
“anacronistiche” e “esagerate” anche da coloro che
magari intimamente potevano condividerne i
moventi, ad oggi la totale libertà di esprimere odio e
la continua gara alla prevaricazione nei confronti
dell'altro, porta inevitabilmente all'utilizzo di un
linguaggio che di base risulta essere molto più
pericoloso di una singola azione “folle”.

mercoledì 14 novembre 2018

GUALTY E YOU AND ME AND THE COFFIN A RISERVA INDIE // SCOPRI GLI OSPITI DELLA SETTIMANA SULLE FREQUENZE DI CONTATTO RADIO POPOLARE NETWORK


Questa settimana a Riserva Indie arriva il post punk dei Gualty con l'album "Transistor" edito da Red Cat Records. A seguire il ritorno dell'electro garage di You and Me and the Coffin con il nuovo disco "Still life with rabbits". Appuntamento in diretta Lunedì 19 Novembre dalle 20,40 alle 22,30 e in replica Sabato 24 dalle 15,40 alle 17,30 sulle frequenze di Contatto Radio Popolare Network (89,80 Fm) e in streaming su www.contattoradio.it. Vi ricordo a inizio trasmissione la classica anteprima Riserva Indie a cura di Giuliano Faggioni che potete seguire anche in diretta instagram.



Il progetto GUALTY nasce dall' esigenza di tirare fuori dall'anima una forma musicale sedativa per un dolore paranoico,uno stato di malessere legato ad una fibrillazione di tipo cardiaco. Con questo progetto,nato da notti insonni e panico respiratorio, GUALTY va alla ricerca di un suono notturno abbracciando un mondo vario che spazia dall'r&b alla dub noise e finendo nell'inconscio della musica sperimentale,non mancano melodie avvolgenti,effetti vocoder,strumenti suonati dal vivo e altri virtuali su iPad (Micro Korg). GUALTY (Simone Tilli) voce e tromba dei DEADBURGER si lancia nel suo progetto con Mini EP dai quali nascerà il primo album. Col tempo al progetto si aggiungerà il collaboratore e amico di sempre Antonio Inserillo al basso e arrangiamenti, seguito da Michele Senesi alle chitarre, Marco Zaninello alla batteria e Giulio Fagiolini alle tastiere. Con la nuova formazione GUALTY da vita al nuovo album ‘TRANSISTOR’ in uscita con La RedCat Records ed il nuovo singolo ‘ESISTENZA QUOTIDIANA’ in vendita su tutti i digital store. 


You and Me and the Coffin nasce nel 2009 dall'incontro artistico tra Martina e Mario, entrambi appassionati di musica e sperimentazione. Dopo numerose peripezie e cambi di line-up, il gruppo registra un demo live allo Shake a La Spezia, con Maurizio Dazzi ed Hervé Peroncini dei Peawees, ed esce un video girato da Alessandro Mariani, Ilaria Sancho e Amos Kahana, ma il batterista poco dopo li abbandona, e i due riarrangiano le canzoni con una drum machine e le basi elettroniche.  Iniziano a suonare in duo in vari locali, centri sociali e festival italiani, poi, imbracciati gli strumenti acustici, partono per gli Stati Uniti: da Knoxville, Tennessee, si mettono in viaggio, direzione California, suonando in acustico per le strade, a casa di amici, nel deserto del Nevada, sulle rive del Mississippi, con gli artisti di strada a New Orleans, ad una festa a Tucson con i Quiet Please, a Venice Beach, Austin e sul Grand Canyon. A Luglio del 2013 esce online il loro primo disco autoprodotto, intitolato Nice!, scaricabile gratuitamente su bandcamp e registrato nello studio di Federico De’ Robertis dal sound engineer Luca Contini. Esce un video, con l’aiuto e l’editing della fotografa e video maker Sara Corso, e nell’Ottobre del 2013 partono per un tour europeo di 13 date di spalla ai Gondoliers, gruppo art-punk di Boston, condividendo i palchi con gruppi come i French Cowboy and the One a Nantes, o i The Oscillation a Tournai, solo per citarne alcuni. Rientrati dal tour, escono altri due video, uno autoprodotto e l’altro a cura del videomaker Fabio Gigli, riprendono a suonare in giro per l’Italia, e riescono a raggiungere la formazione perfetta: con la sua voce profonda e potente, Elisa ha preso postazione dietro al synth, e i tre hanno iniziato a sperimentare un nuovo sound, più rivolto verso l’elettronica, grazie anche all’aggiunta di nuova strumentazione. Grazie ad un crowdfunding andato a buon fine, a Luglio hanno fatto uscire un ep di 5 canzoni, Still Life with Rabbits, registrato e mixato da Luca Contini, e stanno ultimando il nuovo disco, che sarà pronto a breve.

martedì 13 novembre 2018

IMMANUEL CASTO, IL CASTO DIVO "PIROMANE" INFIAMMA LO SPAZIO OFF! // GALLERY E TESTO DI SAMUEL FAVA



Ritorno in grande stile sul palco per il Casto Divo! "L'età del consenso", il nuovo album che in realtà è un greatest hits che ripercorre i primi 14 anni di carriere di Immanuel, contiene tutte le hit che ci hanno fatto impazzire in questi anni come le leggendarie ANAL BEAT, CRASH, ESCORT 25, COME E' BELLA LA CAPPELLA e i più recenti successi TROPICANAL, ZERO CARBOIDRATI, DA GRANDE SARAI FROCIO; non mancano inoltre due inediti: GOODBYE MILANO e il singolone PIROMANE.


Lo Spazio OFF di Modena manco a dirlo registra il tutto esaurito, lunga fila all'ingresso del locale (da quanto non mi capitava di vedere una cosa del genere!) e di conseguenza fatico non poco a ritagliarmi un posticino in prima linea per documentare la serata!
Ma tanta fatica viene ripagata! Il Casto Divo si presenta sul palco con due musicisti, due ballerine e una corista (speravo in un colpo di scena con l'apparizione di Romina Falconi a sorpresa ma nulla da fare, peccato!). Tra i momenti indimenticabili della serata vi regaliamo la splendida performance di Immanuel che interpreta il famoso ragazzino ex gay (mah!) riuscito a sfuggire alla tentazione del demonio trovando finalmente la sua figura maschile di riferimento in cristo (hey, non sto delirando! si tratta di un video virale che gira ovunque, cercatelo sul tubo!).





Non poteva mancare neppure il momento teatrale con il surreale monologo UN PICCIONE NEL CULO, l'avventura di Agata e del piccione Gasparre! Esilarante!
E poi via, verso il gran finale dello show con in serie TROPICANAL, DISCODILDO, PIROMANE (un brano contro i pregiudizi, l'ignoranza e il populismo becero dilagante) e DEEPTHROAT REVOLUTION!
Ringrazio per l'ospitalità lo Spazio OFF, l'associazione culturale STOFF e l'ArciGay di Modena. Proporre questi concerti in periferia non è semplice e senza di loro la serata non sarebbe stata possibile, ma le scelte coraggiose pagano sempre!






domenica 11 novembre 2018

PROSSIMAMENTE SU QUESTO BLOG // "SPORTIVAMENTE INDIE" di GIULIANO FAGGIONI

Amiche e amici, lettrici e lettori, riserviste e riservisti, un saluto. Sperando di non tediarvi troppo, prima di "venire al dunque", e cioè alla stesura del primo episodio di "Sportivamente Indie", nuova rubrica prossimamente online fra le righe di questo blog, ritengo necessario un piccolo discorso introduttivo.

Innanzitutto, chi vi scrive? Sono Giuliano Faggioni, e chi segue abitualmente Riserva Indie penso mi abbia sentito, via radio, e visto, via social, nella nostra Anteprima in onda ogni lunedì alle 20:40 su Contatto Radio, subito prima della cara vecchia Riserva.


Sulla destra: io. Sulla sinistra: il "Grande Capo indi(e)ano" Maurizio Castagna.

Non so quante volte Maurizio in questi anni mi abbia invitato a portare il mio contributo nel blog, inviti che io, puntualmente, ogni volta ho rispedito al mittente per le più svariate ragioni: impegni, pigrizia e "balle varie", come si dice qui a Carrara. Ma forse il motivo vero e proprio è sempre consistito nel fatto che scrivere di musica non mi è mai riuscito troppo bene. La musica preferisco ascoltarla e farla ascoltare, raccontarla e farmela raccontare in radio con cuffie, mixer, microfono oltre che con la voce mia, dei colleghi e degli ospiti in studio. Dal momento che su questo blog, come è giusto e naturale che sia, l'argomento quasi esclusivamente trattato è appunto la musica (meglio se "indi(e)ana"), non mi rimanevano che due strade: o continuare a rifiutare gli inviti di Maurizio oppure trovare qualcos'altro di cui scrivere e farlo in modo indie, per quanto possibile.

Dopo aver considerato da maleducati la prima opzione, ho infine deciso di scrivere. Argomento: lo sport. Perché, chi mi conosce lo sa bene, ho una passione viscerale per tutto ciò che è "agóne".

E fin qui tutto bene. Il problema era capire come scrivere di sport alla maniera indie. Domanda di non facile risposta, o meglio, che si presta a diverse risposte e interpretazioni. Per quel che mi riguarda, ho fatto un ragionamento "a contrario" partendo dalla domanda: "cosa è mainstream nello sport?". Secondo me scrivere e più in generale trattare di sport in modo mainstream consiste nel mero snocciolare numeri su numeri: classifiche, statistiche, record e così via. Intendiamoci, tutti elementi irrinunciabili per chi pratica e racconta lo sport, che però è fatto anche (se non soprattutto) di emozioni, storie, aneddoti e persino miti e leggende.


Da questo mio (condivisibile o meno) ragionamento nasce l'idea di "Sportivamente Indie". In questo spazio cercherò di parlare di sport partendo dalla semplice cronaca fino ad arrivare a raccontarvi, appunto, emozioni, storie, aneddoti, miti e leggende che si collegano e si celano dietro quel fatto o quei fatti di cronaca sportiva.

Niente di particolarmente nuovo, sia chiaro. Grandi firme del giornalismo e della letteratura sportiva del passato e del presente (qualche nome? Eduardo Galeano, Gianni Brera, Gianni Mura, ecc...) già lo hanno fatto e lo fanno tuttora, senz'altro meglio di me. A questi "mostri sacri" devo l'ispirazione per l'idea di questa rubrica e a loro non intendo paragonarmi in alcun modo: sarebbe un enorme sacrilegio.


Augurandomi di esser stato sufficientemente chiaro sui miei intenti e ricordandomi il mio proposito espresso in apertura di post di non tediarvi troppo, chiudo qui questa introduzione.

A breve saranno online i primi episodi di "Sportivamente Indie". Ci si legge, ciao!


Qualche volta abbiamo parlato anche di sport in onda nell'Anteprima di Riserva: qui ero coi Taurina Bros (non li vedete perché sono dietro l'obiettivo) per la presentazione di "Giallo Azzurri", brano dedicato alla Carrarese Calcio.



giovedì 8 novembre 2018

AGENDONA LIVE CONTRO LA DIPENDENZA DA YOUTUBE // CONCERTI, EVENTI, APPUNTAMENTI - INVIATECI LE VOSTRE SEGNALAZIONI E SOSTENETE LA MUSICA DAL VIVO



Stanco delle serate passate in casa a guardare incipit di video su YouTube o Youporn? Stufo di pomeriggi a guardare serie tv su Netflix pagate col reddito di cittadinanza? L'alternativa alla pigrizia piccolo borghese populista è sempre quella: uscire. Riconquistiamo gli spazi, le arene, i locali, ogni posto dove si suona e lasciamo le piazze, virtuali, vuote. Una piccola guida dedicata a quelli che "non c'è mai un cazzo da fare".


Eventi Skaletta - La Spezia


Eventi Shake Club - La Spezia 


Eventi Gob - Viareggio




Vapors of Morphine - Cinema Lumiere - Pisa




Any Other live cinema Lumiere - Pisa






Lydia Lunch live allo Shake Club - La Spezia
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L'AGENDONA SARA' PERIODICAMENTE AGGIORNATA: SEGNALACI IL TUO EVENTO, INVIACI UNA MAIL A RISERVAINDIE@GMAIL.COM O UN MESSAGGIO SU FB!