domenica 26 luglio 2020

CANTI DI GUERRA! RISULTATI E GALLERY DELL'EVENTO INDY WRESTLING TARGATO WIVA // FOTO E VIDEO A CURA DI SAMUEL FAVA




In attesa di leggere il resoconto completo della giornata (presto in esclusiva su ZonaWrestling, clicca QUI  per leggere l'articolo)) ecco i risultati e alcuni momenti salienti di CANTI DI GUERRA, il primo evento di Wrestling nel Nord Italia dalla fine del Lockdown.
Davanti ad un numeroso pubblico, circa 100 persone, ma nel pieno rispetto delle restrizioni di sicurezza, la WIVA ha presentato uno spettacolo coraggioso con molti atleti al loro debutto ma i risultati sono stati sicuramente sopra le aspettative!
Passiamo alle immagini:



Onorevole Beniamino Malacarne batte Davide Rosselli e si qualifica per il Team WIVA

Conor Space batte Cavaliere Nero


Mary Cooper batte Lara Wild e diventa la nuova Campionessa WIVA


Erik Wulfkar batte Guido er Meccanico


Makro Diamond batte Mr. PDP e si qualifica per il Team WIVA


Giant Warrior batte Walter Ego e si qualifica per il Team WIVA


LUKE ZERO batte JT9 e si conferma Campione delle Regioni



Dopo il Main event si sono verificati episodi incresciosi imputabili as alcuni rappresentanti del Team Diamond!


Incursione sul ring a cura di PUCK e Massimo Panico, raggiunti poi anche da Jacob e dal Cavaliere Nero! Ora aspettiamo la resa dei conti il 12 settembre!

#PLAYFORTODAY // SU SPOTIFY LA PLAYLIST CON LA MUSICA SUONATA A RISERVA INDIE - CON TEATRO DEGLI ORRORI, THE VICKERS, CRONACA E PREGHIERA E TANTI ALTRI



Ecco la playlist, sul player di Spotify qui sotto, con i "dischi caldi" sul piatto di Riserva Indie. Essendo la trasmissione in pausa prima per l'emergenza Coronavirus e poi per la chiusura estiva del palinsesto della nostra emittente proponiamo una selezione di brani da artisti che sono stati ospiti in radio nell'era pre-covid con la speranza di poter tornare presto in diretta nei nostri studi. Buon ascolto e, ovviamente, massimo rispetto alla nostra testimonial compagna Chiara.

sabato 11 luglio 2020

ECCO IL CONCORSO "REGALA RISERVA, REGALA BARONCIANI!" PARTECIPA AL GIVEAWAY DI RISERVA INDIE E REGALA LA NOSTRA T-SHIRT!



La nostra stagione radiofonica quest'anno si è conclusa anticipatamente causa COVID e tradizionalmente osserviamo un periodo di riposo estivo (dettato più che altro dalle nostre esigenze lavorative!) ma per salutarci come si deve, e in attesa di ritornare a settembre, abbiamo pensato di fare questo concorso o per meglio dire, come dicono ora i giovani, un GIVEAWAY! In cosa consiste? Si tratta di un semplicissimo concorso a premi dove si vince la nostra t-shirt esclusiva disegnata dal Maestro Alessandro BaroncianiE' una serie limitata, solo 33 esemplari in blu, 33 rosa e 33 verdi. Quindi un vero pezzo da collezione! Molte le abbiamo già vendute, qualcuna regalata ai nostri ospiti, ne rimangono ancora poche...e vista la stagione ci sembra giusto il momento di indossarle ora!!!


Cosa bisogna fare? Semplice: basta mettere il MI PIACE alla nostra pagina e taggare nei commenti del  POST la persona a cui volete regalare questa T-SHIRT! Potete partecipare sia su FB che su Instagram. Ad ogni commento assegneremo un numero progressivo e poi faremo l'estrazione con un generatore di numeri casuali. Facilissimo, velocissimo e tutto gratuito! PRATICAMENTE NON SI VINCE DIRETTAMENTE, MA POTETE FAR VINCERE UN VOSTRO AMICO/AMICA! 
E fate pure bella figura facendo un regalo...a spese nostre! 

ESTRAZIONE GIOVEDI 16 LUGLIO!!!

Ovviamente le t-shirt si possono anche acquistare, costano solo 15 euro, (e possibili sconti per invii multipli) più spese di spedizione con Poste Italiane (indicativamente 5 euro, a seconda del peso)

(se non avete capito qualcosa chiedeteci spiegazioni!)




Inoltre in questi giorni il Maestro BARONCIANI sta presentando il suo ultimo progetto, 
il Farma-Fumetto MONOKEROSTINA
Noi lo abbiamo già ordinato, non fatevelo scappare!!!


Qui sotto tutti i dettagli per partecipare alla pre-vendita del fumetto!

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domenica 21 giugno 2020

"ESSERE INDIE OGGI"- FRANCESCO BOMMARTINI RACCONTA LA "RISERVA INDIPENDENTE" 5 ANNI DOPO - INTERVISTA DI MAURIZIO CASTAGNA


Ciao Francesco e benvenuto a Riserva Indie. Nei tuoi libri hai analizzato e sviscerato, facendo parlare i protagonisti principali, la scena indipendente italiana della prima parte degli anni Zero. "Riserva Indipendente" e "Fuori dalla Riserva Indipendente" fotografano perfettamente quel momento storico per la musica "alternativa" in Italia. Nel giro di pochi anni quella scena è cambiata notevolmente sia nei contenuti sia nei protagonisti. Come giudichi la scena di oggi? Si può parlare ancora di musica indipendente in Italia?

Quando ho scritto "Riserva Indipendente" era il 2012. In quel periodo ricordo che l'utilizzo del termine "indipendente", legato all'ambito musicale, era massiccio. Per cui ho iniziato a interessarmi a quello che, allora, aveva le sembianze di un movimento anche culturale. Ma quella carica è mutata. L'indie di allora si è trasformato nel pop di adesso, caratterizzato da un massiccio uso di synth. Se questo, di fondo, non è necessariamente un problema, lo diventa nel momento in cui si omologa tutto. Mi spiego meglio: l'utilizzo di certe atmosfere è nato con I Cani, poi i TheGiornalisti lo hanno legittimato fondendo i synth con il pop. Da lì tanti progetti sono nati o si sono trasformati facendo propria questa modalità di porsi, a livello musicale. Trovo che questo, oltre a togliere interesse nei confronti di altre proposte, abbia appiattito molto la situazione creativa. Non vedo più molta voglia di sperimentare davvero, e il pubblico mi sembra abbastanza lobotomizzato. Avevo sottolineato questo andazzo da follower, piuttosto che da leader, in "Fuori dalla Riserva Indipendente", che fin dal titolo guardava in termini critici a questo cambiamento.

Il concetto di musica indie in Italia è quanto mai vago. Cosa significava essere indie 10 anni fa e cosa significa oggi?

10 anni fa, a mio modo di vedere, era più una scelta. Oggi "indie" è un termine che si è legato a una condizione effettiva, e positiva per chi la abita. Intorno all'indie è nato un circuito, e interesse. Quindi entrare in questo tipo di concezione è diventato un vantaggio. Niente di male se non fosse che alcuni progetti si sono "violentati" per fare questo passo.


I grossi network hanno aperto a un certo tipo di musica indipendente. Motta, Zen Circus, Brunori, giusto per fare tre nomi, passano regolarmente in radio che fino a poco tempo fa li ignoravano. A cosa è dovuto questo cambio di rotta dei vari Dee Jay, Rtl e compagnia bella?

Il perché è dettato dalla scomparsa dei "dinosauri" della musica italiana, che per questioni anagrafiche devono essere sostituiti. Ed anche perché il pubblico che segue i nomi che hai citato è tendenzialmente giovane, e quindi ha sensibilità e gusti che non coincidono con vecchie proposte. Poi, ovviamente, ci sono interessi più o meno chiari, che spesso sfuggono anche a molti addetti ai lavori.

La scena indie italiana è stata quasi sempre caratterizzata da una certa collocazione politica che trovava il suo naturale sfogo sul palco del Primo Maggio a Roma. Parallelamente all'abbandono di tematiche politiche ha conquistato consenso in un pubblico più vasto fino a trovare spazio anche nelle classifiche di vendita. Pensi che a questa scena abbia giovato la sua graduale spoliticizzazione?

No, penso anzi che si sia svuotata. Non voglio essere politically correct, e non sono concorde con chi dice che nella musica sia importante non parlare di politica ecc. Mi cadono le palle quando leggo interviste di artisti che dicono di non voler veicolare nessun messaggio con la propria musica. Com'è possibile? Il Teatro degli Orrori è un grande progetto anche perché testualmente tocca certi temi in certi modi! E così lo fanno, in modo differente, Brunori Sas, I Ministri, Uochi Toki...

Uno dei problemi, a mio parere rilevanti, della musica in Italia è la mancanza di una seria critica musicale. Sia le riviste sia le webzine pubblicano montagne di recensioni in cui difficilmente si trovano giudizi negativi. Il voler promuovere tutti a tutti i costi non abbassa il livello sia della scena sia di chi ci scrive?

Concordo pienamente. E anche questo globalizza i fenomeni. La piaggeria non fa per me. Con questo non dico che l'ipercriticismo sia per forza un valore, ma sicuramente la capacità critica va esercitata e sulle riviste italiche accade raramente. Le penne che valgono davvero sono poche, tra queste vorrei citare Gianni Della Cioppa, Gioele Valenti, Federico Guglielmi, Michele Monina (vedo già i nasi arricciarsi per il paventato ipercriticismo del soggetto, ma ha diversi meriti per via di scoop che "tutti sanno" ma nessuno dice), Renzo Stefanel, Carlo Bordone.



Hai pubblicato un libro sulla scena di Verona negli ultimi 35 anni. Com'è fare musica in una terra, il Veneto, dal tessuto politico "particolare" rispetto a gran parte dell'Italia?

Verona è una città imborghesita. Da ormai qualche anno il fervore che animava l'epoca che ho vissuto io, quella di inizio anni 2000, è sparito. Internet ha atrofizzato le coscienze e l'attenzione, l'emigrazione ha portato via anche molti giovani. E questi ultimi non sembrano interessati al rock e al live, se non di artisti rap/trap, o dj set. Non c'è stato ricambio generazionale. I ragazzi raramente frequentano festival e locali in cui seguire concerti. E' profondamente triste. Da par mio continuo a partecipare a fiere, festival e concerti, ma mi sono anche distaccato un po' dalla scena locale, che per tanti anni ho descritto anche sulle pagine de L'Arena, il quotidiano della città. L'ho fatto per preservare un po' di romanticismo. Quello della musica è un mondo spigoloso, soprattutto se lo si vuole vivere con le spalle dritte, dicendo la propria con coscienza piena del tema trattato.

La musica oggi è fondamentalmente liquida. L'abbandono del formato fisico da parte degli ascoltatori ha inciso molto sulla scena e i suoi protagonisti?

Certo che sì. I vantaggi che lo streaming e i relativi servizi (Spotify, Deezer...) forniscono sono essi stessi difetti. La fruibilità quantitativamente illimitata non solo paga dazio a livello qualitativo, ma obnubila la capacità di selezione dell'ascoltatore medio che sovente - e questo lo dico sia per esperienza sia per testimonianze dirette - si trova in difficoltà, non sa cosa ascoltare. E magari si affida alle classifiche viral, di fatto annullando le differenze con quello che propongono le maggiori radio, asservite a quei 40/50 brani che ruotano per lunghi periodi. Non voglio dire che Spotify non sia comodo da ascoltare in auto o a casa, ma senza dubbio i lati oscuri ci sono, e sono gli stessi che caratterizzano internet. Tra questi la difficoltà di approfondimento, lo skip selvaggio.

Tornando ai tuoi libri e ai tanti personaggi che hai intervistato: c'è qualcuno che secondo te avrebbe meritato molto di più di quello che poi ha effettivamente raccolto?

Certo. Sicuramente Daniele Celona e Marco Iacampo, entrambi autori di alto lignaggio, che hanno scelto linguaggi molto diversi ma in cui trovo molta qualità. In particolare "Flores" di Iacampo e "Amantide Atlantide" di Celona toccano picchi difficili da trovare in Italia, e non solo negli ultimi 20 anni. Lo stesso Parente meriterebbe di più, come pure Benvegnù, nome di culto in certi ambienti ma abbastanza ghettizzato. La proposta non è facile, quindi riesco anche a comprendere alcuni perché di un mancato successo su larga scala. D'altronde se il pubblico fosse avvezzo a certe proposte credo che il mondo là fuori ne risentirebbe positivamente, o sbaglio?

Fino a pochi anni fa per conoscere una scena era fondamentale frequentare i luoghi in cui questa si sviluppava. Parlo soprattutto dei club, circuito fondamentale di ogni scena musicale che si rispetti. Oggi una persona stando comodamente seduto nel tinello di casa ha la sensazione di "fare scena" con la sua presenza virtuale e i club per sradicarli da casa hanno dovuto scendere al livello del "dj set trash anni 80" di fine serata. Si può fare scena dal tinello di casa condividendo video sui social?

No. E' la grande truffa che da 10 anni almeno caratterizza le nostre esistenze. Ed è una grande merda, che si porta dietro dipendenze digitali riconoscibilissime, ma che molti non vogliono vedere. Ragiono molto sull'andazzo e, credimi, non sono un vecchio bacchettone. Ma quello che vedo è che alla grande libertà d'informazione che doveva proporre internet corrisponde ancor più disinformazione e stupidità. Tanti connazionali, e non solo, non sono in grado di comprendere un testo. Analfabetismo funzionale (e quindi facilità di manipolazione) e onestà intellettuale sono le due nuove frontiere della rovina del nostro Paese.

Prima di chiudere due inevitabili domande. Cosa ascolta oggi Francesco Bommartini? Stai lavorando a qualche nuovo libro?

Sì, sto lavorando con molta calma a un nuovo libro, per ora top secret. Ascolto sempre di tutto. La passione per il metal non mi ha mai abbandonato, e quest'estate ho seguito la tre giorni del "Rock The Castle" con grande piacere, in particolare la domenica, con Slayer, Anselmo e Gojira sugli scudi. Mi piace la musica estrema, che non lascia indifferenti. Non so che farmene di tanti fenomeni indie odierni, davvero. Mi piace più che altro il rock, ma se devo dirti nomi italiani che ascolto volentieri oggi dico Brunori Sas (un cantautore VERO), Punkreas (schietti, dritti, a-cervellotici, anche nel periodo post "Pelle" e "facevano vero punk una volta"), Fabrizio De André (non passerà mai. Mai), Fast Animals and Slow Kids (ma molto poco. Live bravissimi, ma sul rock continuo a preferire I Ministri dei primi due album), The Zen Circus (sempre bravi e attuali), Otto Ohm (mai troppo apprezzati dal grande pubblico)... Andando sugli esteri non posso fare a meno di citare The Smiths (li adoro), Johnny Marr (visto anche al Fabrique lo scorso anno) e altri immortali, tra cui The Police, Madness, Oasis e molta musica brit. Senza scordare gli Artic Monkeys e milioni di altri progetti.

Grazie Francesco e ti aspettiamo nella "Riserva Indie" di Contatto Radio Popolare Network quando transiti dalle parti di Carrara.




sabato 13 giugno 2020

"PANDEMIA, RITMO TRIBALE E ROCK'N'ROLL"- LEGGI E SCARICA IN FREE DOWNLOAD IL NUOVO ROMANZO DI LJUBO UNGHERELLI



Arriva il nuovo, agile (65 pagine), romanzo di Ljubo Ungherelli, sesto capitolo della saga "Galvanoterapia" e instant book direttamente influenzato dai due fatti più rilevanti dell'anno: la pandemia e la reunion dei Ritmo Tribale. Ovviamente "Galvanoterapia sei sei sei" e tutti gli altri romanzi di Ljubo sono disponibili in free download sul sito www.ljuboungherelli.it 


Riguardo al romanzo Ljubo mantiene un riserbo degno della miglior Elena Ferrante, rilasciando solo questa piccola dichiarazione introduttiva: "Sempre auspicata, a più riprese vagheggiata, talvolta persino sfiorata, nei cinque precedenti romanzi, in “Galvanoterapia sei sei sei” la reunion in pianta stabile dei Ritmo Tribale pare finalmente essersi concretizzata. Per Anthony, quintessenziale fan della rock band milanese nonché protagonista dal 2002 della saga di “Galvanoterapia”, sarà l’occasione per guardare fuori e dentro di sé, in una nuova avventura a suon di rock’n’roll che lo condurrà lungo sentieri sorprendenti e surreali, comici e romantici, fino a ritrovarsi, accomunato per una volta ai suoi beniamini musicali, immerso nell’inquietante attualità pandemica del 2020". Qui sotto il video de "Le cose succedono" dei Ritmo Tribale e l'incipit del romanzo.



Non pensavo avrei potuto ritrovarmi di nuovo in una situazione del genere. E non era tanto l‟essere sotto il palco mentre stava per iniziare un concerto dei Ritmo Tribale, il primo dopo quasi dieci anni. Era piuttosto qualcos‟altro.Qualcosa di molto più devastante, straziante, tremendo e via di aggettivi catastrofici per alimentare un vittimismo tornato prepotentemente a farsi sotto. Non erano trascorse che poche settimane dacché avevo iniziato a sperare d‟essermi lasciato il peggio alle spalle. Prima di allora, interminabili mesi di blackout, un inverno atroce, iniziato già alla fine di ottobre 2016 e prolungatosi oltre i primi giorni d‟aprile dell‟anno in corso. Cos‟era successo, in parole povere? Nulla di nulla. Nessun episodio scatenante al quale rifarmi. Lo scenario era relativamente quieto. Certo, un po‟ di burrasca c‟era stata. Un bel po‟, anzi. La mia relazione extraconiugale smascherata, le laboriose trattative per il mio rientro nei ranghi, il tentativo di rattoppare alla bell‟e meglio le autentiche voragini createsi in seguito ai casini che avevo combinato. Eppure ero convinto che, tolto il retrogusto impregnato d‟insoddisfazione più o meno latente, mi fossi rimesso in carreggiata. Avevo il lavoro, la famiglia, una compagna con cui avevo ripreso a condividere onori e oneri della routine domestica. La pazza storia d‟amore con Acardemia era sfiorita col tacito consenso di entrambi, e cercavo di convincermi che fosse inevitabile che ce ne tornassimo ognuno nel proprio mondo. Analoghe modalità di silenzio–assenso avevano portato l‟attività dei The Prince Bossanova a diradarsi fino allo spegnimento di amplificatori, microfoni e pedali vari. Nessuno, nemmeno il nostro leader Sasha, s‟era prodigato per non porre fine alla seconda vita del gruppo. Era stata una reunion effimera, esattamente come me l‟aspettavo all‟inizio. Solo che per un breve periodo calarmi di nuovo nei panni del rocker con chitarra a tracolla mi era garbato; ma il nostro era un destino segnato, e non poteva essere altrimenti. Faccende di poco conto, alla fine. M‟ero già inguaiato di brutto per le donne, e avevo già visto un gruppo musicale implodere sotto il mio naso. Forse una crisi di mezz‟età? Niente, continuavo a cercare scuse, tipico dei deboli e degli insicuri. Cos‟era successo alla fine del 1996 per farmi sprofondare nel buio e impedirmi d‟intravedere il più flebile bagliore per quasi un anno? Scarica tutto il romanzo in free download cliccando qui.

lunedì 8 giugno 2020

"AMORE DISPERATO" E NON SOLO // RIASCOLTA I SUPER B (SIMONE CREMONINI E FABRIZIO TABITTO) ALL'ULTIMO NEGOZIO DI DISCHI SULLA TERRA


Ecco lo streaming, sul player di Mixcloud in coda al post, della puntata de l'Ultimo Negozio di Dischi sulla Terra in cui Simone Cremonini e Fabrizio Tabitto hanno raccontato la storia dei Super B. Dagli esordi in provincia fino al grande successo commerciale con la cover di "Amore Disperato" di Nada e il successivo approdo alla V2 Records. Un'occasione unica per ripercorrere il percorso di una band e di un'epoca, poco prima degli anni zero, destinata a mutare, soprattutto in ambito musicale, nel giro di pochissimi anni. 



Qui sotto il video di "Amore Disperato"


Clicca play sul lettore di Mixcloud per riascoltare i Super B all'Ultimo Negozio di Dischi sulla Terra