“Questa storia ha inizio in un altro mondo. Un mondo simile al nostro e al tempo stesso diverso. Qui l’anima umana assume la forma di un animale che prende il nome di Daemon. La relazione tra un umano e il suo Daemon è sacra. Questo mondo è soggetto da secoli al potere assoluto del Magisterium, con l’eccezione delle terre selvagge del nord, dove le streghe mormorano una profezia: una profezia su una bambina dal destino grandioso”
Così comincia la prima puntata...ed ora non ditemi che non siete già curiosi di sapere come va a finire. His Dark Materials, come avrete intuito dall’incipit, è una serie fantasy tratta dall’omonima trilogia di romanzi per ragazzi di Philip Pullman. Però non fate l’errore di pensare che si tratti del solito fantasy fine a se stesso e rivolto ad un pubblico di teenager. Tutt'altro. Sotto la superficie di questa saga si nascondono molta più realtà e scienza di quanto sembri, come particelle elementari, fisica quantistica, psicanalisi, ecc...
Tutto cucito alla perfezione nei romanzi dell’autore inglese e riprodotto in maniera maniacalmente fedele in ognuna delle tre stagioni, per un totale di 23 puntate: una passeggiata per noi divoratori seriali che stiamo già pensando di vederla in una settimana o, meglio… ehm… peggio, in un weekend.
Ma entriamo nel vivo del racconto.
Nel libro “Il codice dell’anima” lo psicologo junghiano James Hillman espone per la prima volta la teoria della ghianda.
Secondo Hillman l’esistenza dell’essere umano non viene influenzata solo da fattori genetici, sociali o ambientali.
Ognuno infatti nasconde in sé l’essenza di ciò che è destinato ad essere, un po’ come una piccola ghianda che contiene già il codice che la farà diventare una maestosa quercia.
Si afferma quindi che tutti abbiamo uno scopo ed un talento che ci definiscono in quanto individui ma, se non vengono opportunamente coltivati, cadiamo in uno stato di disagio esistenziale. A questo punto, in nostro soccorso, arriva il “Daemon” (si, proprio quello citato nell’incipit) che, come una sorta di spirito guida, ci ricorda le nostre più profonde e reali vocazioni riportandoci sulla retta via.
Bene, nel mondo di His Dark Materials questo concetto diventa carne, ossa... e pelo. Nella serie il Daemon non è solo una forza interiore ma è letteralmente l’anima che vive fuori dal corpo, apparendo come un animale che parla, segue il proprio umano, dispensa consigli e prova le sue stesse emozioni.
Lyra, la protagonista, (interpretata da Dafne Keen, nota per il suo ruolo in “Logan: The Wolverine” del 2017) è la bambina di cui si vocifera nella profezia. (Piccola parentesi: vero, questa storia della profezia è già stata ampiamente approfondita ed abusata. Qui però tutto cambia e la banalità del “già visto” è l’ultimo dei rischi in cui potremmo imbatterci.)
In questo mondo il potere viene esercitato dal Magisterium: una sorta di organo oligarchico che amministra politica, religione e scienza.
A questo si contrappongono i filosofi, che ricoprono un ruolo ben più ampio essendo sia tutori del sapere, sia ricercatori dediti alla scienza.
A tal proposito, dopo pochi minuti, verremo coinvolti nel primo conflitto che ci accompagnerà in tutte le puntate.
Lord Asriel, lo zio di Lyra, (interpretato da un James McAvoy come al solito impeccabile e camaleontico) ha dimostrato l’esistenza di un universo parallelo, stravolgendo quindi le fondamenta su cui poggiano le certezze e gli inganni perpetrati dalla classe politica.
Ed è qui che la serie ci pone di fronte ad uno dei suoi tanti spunti di riflessione.
Perché il progresso fa così paura?
Il Magisterium, senza andare troppo lontano da alcune realtà attuali, è un vero e proprio sistema che non solo governa ma impone un diktat morale chiuso e cieco di fronte alle possibilità di un qualsiasi tipo di evoluzione.
Questo perché l’ampliamento degli orizzonti della conoscenza e, nel caso specifico, l’esistenza di altri mondi, riscriverebbero le leggi naturali, declassando gli intoccabili dogmi ad una delle tante opzioni tra le plausibili nuove realtà da esplorare.
Tutto ruota intorno alla Polvere ma “non quella che si posa sui mobili”, come sentiremo spesso dire nelle puntate.
Si tratta dell’insieme di particelle a noi note come “materia oscura” (dark materials, appunto) ovvero quella sostanza invisibile che, secondo i nostri fisici e scienziati impegnati al CERN di Ginevra, costituisce circa l’85% dell’universo.
Nella serie la Polvere verrà percepita dalla classe politica come una minaccia da estirpare al fine di impedire che nella popolazione si insinuino quelle scintille di spirito critico e libero pensiero tanto scomode agli occhi di chi comanda.
Scopriremo quindi due personaggi fondamentali legati alla scienza ed in antitesi morale ad essa, rappresentandola in diverse interpretazioni e sfumature. Da una parte abbiamo Asriel che, imperterrito, sfida apertamente il potere per scoprire il vero ruolo della Polvere ed i molteplici modi in cui questa potrebbe stravolgere il concetto di universo.
Dall’altra, invece, verrà introdotto il complesso ed affascinante personaggio di Marisa Coulter, interpretata da una sontuosa Ruth Wilson che definire da Oscar sarebbe riduttivo.
In un mondo rappresentato sotto ogni aspetto solo da uomini, Marisa è l’unica donna a cui è concesso un ruolo rilevante, se non fondamentale, nell’organigramma strutturale e politico, in quanto “teologa sperimentale”: un paradosso nel nostro mondo ma che scopriremo perfettamente coerente in questo contesto.
Come avrete sicuramente intuito, col pretesto di questa storia di fantasia, l’autore affronta in maniera abbastanza esplicita molte tematiche attuali e controverse. Una di queste è senza dubbio la critica verso le mentalità conservative ed intolleranti.
L’accusa verso le istituzioni è spietata ma, al tempo stesso, celata dalla sagace intuizione di affiancare ai membri del Magisterium dei Daemon repellenti: vedremo infatti figure governative altezzose e solenni, sia nell’aspetto che nel portamento, accompagnate da vipere, ragni o scarafaggi, ponendo l’accento sulla naturalezza e la spontaneità con cui vi convivono. Ma che fine ha fatto Lyra, la protagonista di questa serie nonché della profezia? Vi basti sapere che, come dicevo all’inizio, lei rappresenta nel modo più puro e completo la ghianda della teoria di Hillman.
Involontariamente scatena una serie di eventi che partono tutti da un obiettivo semplice e puro: trovare il suo migliore amico, che è scomparso. Ci ritroviamo nuovamente di fronte ad un altro grande tema della serie: la difesa dei più deboli e la lotta contro le ingiustizie.
In questo mondo i bambini poveri spariscono nel nulla, rapiti nell'indifferenza generale. Come i figli dei Gyziani, una popolazione nomade che vive ai margini della società. Lyra infatti si unisce a loro perché nessuno si preoccupa di ritrovarli in quanto appartenenti alla categoria degli “invisibili” per i quali non vale la pena sprecare tempo e risorse.
Se nel nostro mondo l’anima è astratta, qui è stato utilizzato un escamotage perfetto per renderla concreta ed identificare subito i personaggi, sottolineando come le divisioni sociali, i vantaggi economici e, più generalmente, le apparenze non definiscono nobiltà d’animo e spessore umano. I Gyziani vengono infatti affiancati da Daemon maestosi ed eleganti come falchi ed aquile, a differenza dei membri del Magisterium, accompagnati da creature viscide. Motivata dalle ricerche, Lyra mette in moto un effetto domino da cui si svilupperanno tutte le vicende di questa incredibile storia.
Da brava prescelta, nonché futura quercia, agirà sempre di puro istinto, affrontando scelte difficili e conseguenze sicuramente troppo grandi per una ragazzina. Si ritroverà però circondata e supportata (ma anche fortemente ostacolata) da personaggi memorabili che la seguiranno e, spesso increduli, l’asseconderanno anche quando vorrà perseguire intuizioni apparentemente prive di filo logico.
Questo perché tutti a parte lei sanno della profezia e sanno anche che, affinché questa si compia, dovranno lasciarla libera di agire in uno stato di beata ed innocente inconsapevolezza.
Puntata dopo puntata saremo spinti ad immedesimarci o schierarci ma, allo stesso tempo, ad assistere ammirati alle piccole ed imprevedibili fatalità che influenzano ogni vita. Come in ogni romanzo di formazione, si approfondirà l’importanza delle scelte, sia che ci conducano verso traguardi importanti, sia che ci portino verso inevitabili fallimenti… ma non è forse cadendo che si trova la vera forza per rialzarsi e, chissà, cambiare le sorti dell’universo?



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