Per una cantautrice come Giorgia Giampaoli, 31 anni, in arte LeiCannibale, marchigiana di Montecosaro, la musica è liberazione, ovvero quel magico mezzo tramite cui diventa possibile esprimere le proprie emozioni in modo comprensibile, quasi visibile al mondo, permettendo, allo stesso tempo, a chi la crea di scrollarsi di dosso scorie, come ad esempio legami divenuti tossici e, al tempo stesso, sentirsi rinascere dentro il calore buono che illumina una rinnovata fiducia nel futuro.
Ed è questo percorso di smarrimento e rinascita che emerge dai due singoli finora pubblicati dalla cantautrice nel 2024, ovvero “Ian Curtis” e “Cardigan Taiwan”. In realtà tali pezzi costituiscono solo una minima parte dei brani che Giorgia ha scritto per anni innanzitutto per se stessa, concependoli come estremamente intimi e, quindi, senza alcun desiderio di renderli pubblici. Ad incoraggiarla ad uscire allo scoperto raccontandosi alla gente è stato il conterraneo Gaetano Marinelli, attivo con il proprio progetto Dezebra e molto prolifico anche come autore. Marinelli ha aiutato LeiCannibale a superare un momento di scoramento creativo mettendosi a disposizione come coautore ed aiutandola a muovere i suoi primi passi nell’intricato mondo discografico attuale.
Passando ad un’analisi più approfondita dei due pezzi pubblicati, “Ian Curtis”, come ci ha spiegato la cantautrice stessa in un’intervista concessa a Riserva Indie, fotografa l’attimo in cui matura la convinzione che la propria relazione malata con il partner è diventata una prigione da cui si può evadere solo emulando uno dei propri idoli, Ian Curtis dei Joy Division. Quell’attrazione per la follia del gesto estremo che molti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato. Tra i versi più taglienti del pezzo restano impressi, fin dai primi ascolti: “C'è lo stesso rumore di quando quel giorno, hai perso le staffe, io volevo morire” e l’emblematico refrain “Non avrò bisogno di amarti se sarò Ian Curtis”. Dal punto di vista musicale emergono riferimenti perlopiù identificabili nel rock britannico dei The Cure, dei citati Joy Division e nell’alt pop. In realtà, tuttavia, etichettare il sound di LeiCannibale è una scelta totalmente soggettiva e parziale perché la cantautrice ha già una personalità ben definita quanto eclettica, che abbatte ogni barriera musicale per trovare una strada tutta sua.
Il secondo e, al momento, ultimo singolo di LeiCannibale, “Cardigan Taiwan”, all’opposto del primo ha il proprio perno in una melodia più vicina al britpop e regala, musicalmente, un lato più quieto dell’artista marchigiana mettendo anche in risalto le sue doti vocali su una base pop decisamente più tradizionale. Tale lato solare ha però come contrappeso un testo pieno di spunti di vita, una vita che rifiuta ogni compromesso di comodo per essere vissuta davvero. “Vorrei che il mondo sparisse” esprime bene l’infischiarsene di Giorgia Giampaoli delle convenzioni e costrizioni.
L’artista marchigiana che, dal punto di vista discografico, fa ora parte della Net Label Mitridate Records, ed ha un accordo di distribuzione con Virgin Universal, ci ha confidato di essere al lavoro su nuovi singoli e, a medio termine, su un vero e proprio album. La aspettiamo nell’attesa di scoprire molte altre sfaccettature che compongono una parte della personalità di Giorgia/LeiCannibale.
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