sabato 27 ottobre 2012

Le Indi(e)pendenti al concerto dei Camillas a Firenze

  
Cosa succede quando due ragazze si scoprono amanti della stessa musica, quasi vicine di casa (parliamo di una viareggina e una massese) e frequentanti tutte e due l’Università di Pisa?
Decidono di iniziare ad andare insieme ai vari concerti. È così che inizia la strampalata avventura delle vostre due indi (e) pendenti: Chiara (Penny) e Flavia.

Resoconto dell’11 ottobre ’12: Camillas @ Palazzo Strozzi (FI)
L’undici ottobre le due decidono di andare al concerto dei Camillas a bordo di un mezzo di fortuna: Santippe, una smart gialla.
Flavia sarebbe dovuta partire alle 15, ma essendo lei una persona assai poco affidabile, parte alle 15:30 accumulando così già mezz’ora di ritardo prima ancora di partire.
Sotto una pioggia battente riesce a giungere alla stazione di Viareggio, dove ad aspettarla c’era una Penny, sotto un inguardabile ombrello fucsia trovato a mensa (“e te che fai, lo lasci lì?” cit.).
Da Viareggio le due partono per Firenze, confidando – fin troppo – sul navigatore meno navigatore del Mondo. A discapito di ogni aspettativa la povera Santippe riesce a portarle a destinazione. Destinazione si fa per dire, dato  che le due vagano per Firenze, in balia del sopracitato maledetto navigatore, per almeno un’ora. Stanche e deluse parcheggiano a circa un chilometro (ma anche qualcosa di più) dal luogo del concerto e proseguono a piedi sotto la pioggia, senza la voglia di aprire gli ombrelli e riparandosi l’una sotto la sciarpa, l’altra sotto il giubbotto di pelle (finta, nda).
In queste indegne condizioni si presentano a Palazzo Strozzi.
Ora il punto è: una volta trovato il luogo.. Dove ceneranno le due e – soprattutto – dove troveranno un bagno? Flavia, facendosi coraggio (leggasi: abusando della sua faccia a culo) va da Mirko, un Camillos, che dopo un paio di battute la devia verso Jimmy, fiorentino d’adozione, il quale dà loro svariate indicazioni approssimative e, forse, dettate dalla birra. Le due non capendo affatto alcuna indicazione ricominciano a vagare trovando, prima, un bagno gentilmente offerto dalla Rinascente (mentre un altro Jimmy, livornese, si divertiva a saltare nelle pozzanghere) poi, un misero bar dove decidono di “cenare” comprando un pacco di patatine e due bottigliette d’acqua. A questo punto, non curanti di essere completamente fradice, le due tronano a Palazzo Strozzi. Dopo qualche patatina e qualche chiacchiera finalmente inizia il concerto. Ruben e Zagor sono un concentrato di energia, che esplode alla prima nota. Anche se l’impianto si dimostra - fin da subito - non essere dei migliori, danno un ottimo spettacolo, tutto particolare, interagendo col pubblico (MACOSAFAAAAI?) e annoverando tra i loro nuovi fan un anziano signore che è capitato lì per caso (e per “lì” s’intende esattamente davanti a Penny).
Il concerto scivola energico verso la fine e Penny e Jimmy (quello delle pozzanghere) entusiasti e con ancora qualche soldo (al contrario di Flavia) acquistano l’ep, da qui i tre iniziano a scambiare qualche chiacchera prima con Ruben che per non essere sommerso dai fan viene ‘recintato’  insieme agli strumenti Camillici (Zagor, invece, non curante del pericolo si concede una birra nel bagno di folla). Chiara e Flavia, per inaugurare la qui presente rubrica chiedono loro l’autografo, anche se nessuno dei due intesta l’autografo (come le due speravano) a, appunto, indi (e) pendenti. Dopo aver salutato prima i Camillas e dopo il Jimmy livornese, le due si avviano sole e con estremamente poco senso dell’orientamento verso la ricerca di Santippe.
Trovata Santippe la ricerca si fa molto più complicata: l’entrata dell’autostrada. Dato che l’amico navigatore continuava a consigliare le manovre più improbabili (quali inversioni a U nel bel mezzo di giganteschi viali e fantomatiche uscite a inesistenti rotonde).
Grazie alle svariate esortazioni al Cristo, però, le due riescono a tornare verso casa.
È così che si conclude la nostra prima avventura .
Al prossimo concerto. Stay indi e stay pendenti.
(NB: Chiara e Penny sono la stessa persona, è bene sottolinearlo. È una ed è bipolare. La ragazza, d’altro canto, è dei gemelli. Quell’altra invece è della vergine ma siccome c’ha un nome solo non fa scoop.)
                                                                                

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