domenica 24 gennaio 2021

"L'INVASIONE DEGLI IMBECILLI NEL MONDO DELLA MUSICA" - OMAGGIO A UMBERTO ECO - TESTO DI MAURIZIO CASTAGNA



«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Questa famosa frase di Umberto Eco trova applicazione soprattutto in Italia e in particolar modo nel mondo degli autonominati "intenditori di musica", categoria  dove sovente l'abito non fa il monaco e presente in massa sui social. Personaggi che, quasi sempre, nella migliore delle ipotesi hanno fondato la propria preparazione su valanghe di video su youtube, di cui conoscono a memoria i primi 80 secondi, giusto quelli che gli bastano per scriverci due righe e condividerle su Facebook o Instagram, e che dei libri che mostrano con orgoglio sui social al massimo hanno letto "la quarta di copertina" come il Moretti de "Il Portaborse" (loro magari preferiscono le citazioni di "Palombella Rossa" o di "Io sono un autarchico", anche se non le capiscono, ma solo perchè più pop).


Questo paese è sempre più schiavo di "fiumi di parole" di pseudo "autonominati" esperti e professori con "zero tituli" che pontificano su tutto e tutti senza avere la preparazione e i numeri per farlo. Mancano gli alunni e quelli che hanno voglia e umiltà ogni giorno di imparare qualcosa di nuovo, o nello specifico musicale, di ascoltare, per il semplice piacere di farlo e non per la necessità di farlo sapere al mondo . Ricordo che Cabo Cavallo, ex Litfiba, una volta disse a Riserva Indie che lui amava definirsi alunno in questo mondo di professori. Ecco, il dramma di questo paese da bar sport è che troppi si sentono in diritto di insegnare agli altri come se non avessero niente da imparare. E questo accade in musica ma, con conseguenze ancora più devastanti, soprattutto in politica ed economia. Resto ancora dalla parte di chi come, ad esempio, Stefano Solventi, Valeria Sgarella, Marco Valenti, Diego Ballani, Ljubo Ungherelli o l'indimenticabile Ernesto De Pascale, hanno attendibilità e preparazione per poter parlare di quello che ascoltano o leggono. Non so se quelli che nel frattempo hanno condiviso l'ennesimo video su YouTube o la foto del vinile in ascolto accanto al piatto su instagram possono dire lo stesso. L'Italia del bar dello sport ha invaso tutto il panorama culturale. E di Umberto Eco all'orizzonte se ne vedono pochissimi.

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