sabato 2 giugno 2018

EURO-TRASH-VISION SONG CONTEST // TESTO A CURA DI RISERVISTA INDI(E)SPETTOSA




Quest’anno si è svolta la 63esima edizione dell’Eurovision Song Contest. Cos’è l’Eurovison Song Contest? Si tratta di una competizione canora annuale europea, nata nel 1956, precedentemente nota come Eurofestival, alla quale parteciperanno 43 paesi. L’Italia è rappresentata dal cantante/gruppo vincitore del Festival di Sanremo, laddove alcuni paesi scelgono ad esempio il proprio rappresentante tramite una selezione interna, mentre altri tramite apposito festival. Inoltre l’Italia accede direttamente alla fase finale in quanto Big Five, cioè uno degli stati finalisti di diritto, secondo il regolamento, insieme a Germania, Regno Unito, Francia e Spagna, perché sono i paesi che supportano economicamente l’Unione Europea di radiodiffusione. A questi cinque paesi si aggiunge il Portogallo, dal momento che il vincitore della scorsa edizione era stato Salvador Sobral con la canzone “Amar Pelos Dois” (il paese che vince il concorso ha infatti diritto a ospitare l’edizione successiva). Nonostante la lunga tradizione musicale italiana, sono solo due le vittorie all’Eurovision: nel 1964 con Gigliola Cinquetti e nel 1990 con Toto Cutugno.


Il paese con più vittorie è l’Irlanda (7 edizioni), seguito dalla Svezia con 6. Dopo un periodo di stop, nel 2011 l’Italia partecipa nuovamente con Raphael Gualazzi, piazzandosi al secondo posto. Nel corso degli anni hanno partecipato inoltre Marco Mengoni, Francesca Michelin, Il Volo, Emma Marrone, Nina Zilli e nel 2017 Francesco Gabbani, che con Occidentali’s Karma arrivò al sesto posto.


Quest’anno è toccato a Ermal Meta e Fabrizio Moro rappresentarci con “Non Mi Avete Fatto Niente”, piazzatasi al quinto posto. 
Tra gli artisti in gara, alcuni si sono distinti e hanno cantato brani davvero dalle forti potenzialità commerciali e radiofoniche che sicuramente sentiremo quest’estate. Personalmente ho trovato particolarmente notevoli e interessanti le esibizioni delle seguenti rappresentative:
-Ucraina con Melovin, esibizione decisamente “vampiresca”, sicuramente a molti non è passata innosservata.


-Svezia con Benjamin Ingrosso, esibizione in perfetto stile anni '70, un po' alla Justin Timberlake e perché no anche alla Justin Bieber. Inoltre Ingrosso è figlio d’arte, fratello d’arte, insomma una famiglia di musicisti (di chiare origini italiane).
-Lettonia con Laura Rizzotto. Una canzone semplice nel suo insieme così come l’esibizione, però a un primo ascolto ho subito pensato alle atmosfere dei film di James Bond (old style).


-Francia con i Madame Monsieur. Canzone carina, loro molto carini, insomma tutto carino, incarnano la perfetta eleganza francese e poi chi canta in francese ça va sans dire ha sempre un fascino particolare.
-Danimarca con i vichinghi Rasmussen, giusto per non smentire il cliché. La canzone parla di pace e possiamo intenderla come una preghiera, un dialogo come risoluzione dei conflitti.



-Cipro con Eleni Foureira. Ad ogni Eurovision i Ciprioti ci propongono/propinano canzoni molto dance adatte alle feste in spiaggia e anche quest’anno hanno riproposto il tema. Pezzo e artista molto Shakireschi e non si sbaglia!


-Paesi Bassi con Waylon, la cui ballata country ricorda Johnny Cash e la cui giacca leopardata rimarrà nella storia dell’Eurovison.


-Ungheria con gli AWS, dei baldi giovanotti che hanno portato del sano ROCK (quasi METAL) smuovendo gli animi, finalmente un po' di grinta eccheccazzo!


-Israele con NETTA, la cui canzone è davvero molto accattivante, il refrain è irresistibile e si canticchia istantaneamente e lei ha una presenza scenica fantastica con forti richiami al jappo look stile Harajuku sia nel suo outfit dai mille gadget sia nell'acconciatura stile Chun Li di Street Fighter (o se preferite alla Principessa Leia). Con questo mix esplosivo ha conquistato tutti ottenendo una vittoria NETTA (eh, perdonate il gioco di parole ma era doveroso!).


Devo però precisare una cosa: l’Eurovision si è sempre contraddisinto per la sua vena “vagamente” trash, il sano trash che tanto ci piace e che tanto successo ha ottenuto puntualmente sui social con l’hashtag #ESCita (euro song contest ita) tanto da farlo diventare trend topic. Riserva Indie ha seguito attentamente la manifestazione non solo per la musica, ma anche perché l’Eurovision è un fenomeno pop/trash che non smette mai di deluderci e di regalarci momenti indimenticabili (ricordi preziosi come l’esibizione di Concita Wurst per l’Austria).


Tutti questi elementi fanno dell’Eurovision un evento unico, un calderone alla Sanremo pronto a sorprenderci sempre e, perché no, anche a innervosirci (tanti voti distribuiti un po' alla cazzo tra preferenze e no, ma questa è un altra storia). Non mi resta che darvi appuntamento per l’anno prossimo direttamente da Israele; nel frattempo vi invito a sbirciare su YouTube le esibizioni che vi ho segnalato!
A presto :)

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