Milano è, da sempre, una fabbrica di idee che poi si trasformano in trend e cambiano radicalmente il paesaggio di tutta la Penisola. Questo assunto si adatta bene ai Serpenti, un progetto musicale nato nel 2007, quando il bassista Luca Serpenti decise di dare vita ad un nuovo sodalizio artistico con la talentuosa cantante Claudia Franchini, già sua collega di band negli Ultraviolet. Il nuovo album della band milanese è “Titani”, uscito lo scorso 31 gennaio 2025. Già sin dal titolo del disco, nonché dal primo estratto “La tua Medea”, si coglie l’importanza dei miti antichi nel disegno musicale dei Serpenti. Nelle loro canzoni trovano spazio, infatti, oltre a Medea, anche Medusa, il Minotauro, Ulisse e molti altri. Si tratta però di miti “destrutturati”, per usare la definizione che ne ha dato la vocalist Claudia nell’intervista che ci ha concesso. Il Minotauro, ad esempio, visto tradizionalmente come mostro crudele e simbolo del male, forse non è così spregevole come viene raffigurato. E poi nessuno è monodimensionale a tal punto da essere interamente buono o cattivo.
Claudia ci ha detto anche di come Odisseo, con la sua epica del viaggio che supera il mondo conosciuto, sia una delle tematiche al centro del lavoro del gruppo. Non avere limiti, non essere incasellati e confinati venendo etichettati come espressione di un solo genere è un po’ l’obiettivo musicale primario del duo. Nei loro brani coesistono e vengono mescolati il rock con la dance, l’elettronica. L’orecchiabilità dei tormentoni con testi profondi da studiare a casa per capirli meglio. I suoni che caratterizzano il duo milanese sono saturi, brillanti come luci stroboscopiche e, allo stesso tempo, colmi di sottotesti, di significati comprensibili solo dopo ripetuti ascolti.
Come hanno scritto loro stessi nella loro biografia su Rockit, il desiderio dei Serpenti è, difatti, quello di coinvolgere sia un pubblico legato al clubbing, al dancefloor, che quelli che frequentano invece i live più rigorosamente rock. Dal punto di vista sonoro “Titani” è un album dressed to kill, dalla title track piazzata in apertura, alla chitarra pulita di Kora – altro mito, quello di Persefone – passando per Cassandra, che vanta il featuring di Malika Ayane. Dal punto di vista testuale la protagonista va giù di pillole senza aver niente da perdere, come una sorellina minore della protagonista del brano “Il liberismo ha i giorni contati” di altri milanesi importanti, i Baustelle.
La chiusura di “Titani” è affidata a “Icaro”, colui che sfidò il sole per sfidare il mondo. Un volo follemente spavaldo, grandiosamente ribelle. Tutti facciamo il tifo per il figlio di Dedalo e le sue “ali di cera”, per citare i Litfiba. Al termine dell’ascolto di “Titani” viene da chiedersi: ma se la vita è una trappola c’è un modo di sfuggire? Probabilmente la risposta è dentro i miti che ognuno tiene dentro di sé.
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