venerdì 20 marzo 2020

IL PIACERE DEL SILENZIO CONTRO I RIVOLUZIONARI DA SALOTTO - PICCOLA RIFLESSIONE AL TEMPO DEL COVID-19 A CURA DI MARCO VALENTI (TOTEN SCHWAN)



Stiamo scrivendo la Storia. Quella con la S maiuscola. Quella di cui non avremmo mai voluto essere i protagonisti, per poter continuare a giocare ai rivoluzionari da salotto con l'iPhone in mano. E invece la Storia ci ha chiamato all'appello. In modo inderogabile. Ce ne renderemo conto più avanti, a cose ultimate. Ora è troppo presto per capire che siamo all'interno di una fase di trasformazione della nostra società. Ci arriveremo. Per gradi, non tutti, ma ci arriveremo. Abbiamo davanti a noi la possibiltà di ricostruire l'uomo. Non facciamocela sfuggire. Sarebbe un peccato [doppiamente] mortale. I tempi sono maturi per quel salto di qualità morale che abbiamo [noi per primi] auspicato da tempo. Siamo forse troppo presi dalla conta dei morti che quotidianamente ci vomitano addosso le televisioni a qualunque ora. Attendiamo l'intervento delle 18 della Protezione Civile con un coinvolgimento quasi religioso. In silenzioso trasporto bramiamo le parole di Borrelli come fossero quelle del Papa. Ci manca quella lucidità che possa permetterci di capire che volenti o nolenti dovremmo affrontare una ricostruzione postbellica, con tutte le conseguenze [positive e negative] che ne deriveranno. Dipenderà da noi, e soltanto da noi, come riusciremo a rialzarci da sotto le macerie. Sarà un punto di svolta epocale [e quindi come detto storico] cui non dovremmo sottrarci, ma anzi cavalcare con l'entusiasmo di chi ha toccato il fondo e inizia la risalita. 


Sarà allora [ma in parte tutto sta già accandendo oggi] che si dovrà prendere una decisione e scegliere da che parte stare. Se seguire l'onda di chi oggi non perde occasione per strumentalizzare politicamente ogni decisione presa dalle autorità e continua a fare polemica in un momento in cui i toni andrebbero smorzati, ovviamente per il proprio tornaconto elettorale e chi invece tace, consapevole che gli errori fanno parte di un processo in cui niente è scontato e non si può per assurdo non improvvisare davanti ad un nemico sconosciuto, e cerca di combatterlo con tutte le armi di cui dispone. Non è il tempo della polemica e dei processi. È il tempo di stare insieme e capire che una fase storica si è conclusa. Che niente sarà più come prima e che il peggio deve forse ancora arrivare. I processi come sempre li farà la Storia e non le trasmissioni televisive o le dirette Facebook. E il suo giudizio sarà come sempre inappellabile. Alla storia non si sfugge. Non fraintendeteci, noi non vogliamo prendere posizioni politiche. Siamo al di fuori di entrambi gli schieramenti. Siamo oltre queste divisioni faziose. Siamo proiettati verso l'uomo nuovo. Verso quel domani che stiamo già scrivendo oggi stesso. Siamo però al tempo stesso sdegnati [e delusi] da chi non perde occasione per ribadire la propria posizione politica in merito alla questione Covid-19. Non ci interessa sapere da che parte venite e contro chi vi volete scagliare. La Storia vi cancellerà. E con voi cancellerà ogni traccia del vostro passaggio. Chi oggi sale sul suo speaker's corner per sottolineare gli errori altrui non ha capito che siamo in una fase nuova, che non presuppone l'altrui dileggio ma la vicinanza afinalistica. La "cattiva maestra" televisione ci ha portato a pensare in termini di [sovra]esposizione mediatica. È il momento di riscoprire il piacere del silenzio e del contatto umano. Quello reale, tangibile. Non quello dettato dagli algoritmi dei social network. Questo nostro confinamento dentro le mura domestiche deve farci riappropriare di quei valori che abbiamo scordato [e che forse alcuni di noi non hanno nemmeno mai avuto] dimenticando le pessime abitudini di questo nuovo millennio. Gridare non ha più senso. Torniamo a pensare agli altri non come a nostri potenziali "follower" ma come ad esseri umani con cui costruire quel domani che oggi non vediamo ma che servirà a chi viene dopo di noi. Usciamo dall'individualismo e dal protagonismo a tutti i costi. Oggi i nostri rappresentanti politici si mordono i coglioni ogni volta che il premier in carica è in video a parlare al paese. Smaniano e schiumano rabbia perchè vorrebbero essere al suo posto. Non perchè sperano in un esito benevolo dell'infezione ma per il fatto di non essere loro quelli che hanno combattuto questa battaglia mettendoci la faccia [ma solo quella, non di più]. Non importa chi sia a dare le direttive. Conta che siano quelle giuste, non da dove, o meglio da chi, provengono. L'opportunità che la Storia ci sta dando è troppo ghiotta per lasciarcela sfuggire. Per una volta cerchiamo davvero di andare nella direzione giusta, dimenticandoci degli interessi personali e delle rivalse sociali della nostra parte politica. Chiediamo troppo?







Nessun commento:

Posta un commento