Scrivere canzoni a mano libera, senza tracce da seguire, lasciandosi andare al puro piacere di farlo e dimenticando, almeno per un attimo, il dovere. La musica degli Humanoira nasce proprio da qui. Il duo livornese composto da Riccardo Vivaldi (chitarra e voce) e Davide "Junox106" Varriale (piano, basso e laptop) ha pubblicato nel corso del 2026 una serie di singoli che troveranno posto nel nuovo album “Tarab”. Primo ad uscire, lo scorso gennaio, è stato “Hai ragione tu”, pezzo dall’irresistibile ballabilità che però non fa rima con banalità. “I vaffanculo alla vostra opinione li travesto da ok hai ragione tu” è la strofa centrale del brano. Il senso è restare fedeli alle proprie idee rinunciando a discutere con chi rimane chiuso in un guscio di supponenza. Lo sfavillante arrangiamento synth pop acquista un senso più profondo nel bel video di Valentina Cipriani in cui una ballerina affronta un provino di fronte ad un tavolo di giudici scettici per partito preso. La performance li coinvolge a tal punto da vederli scatenati in un ballo liberatorio finale. “Il mio primo pensiero”, uscita a marzo, ha un respiro più cantautorale. La notte di San Lorenzo diventa un carnevale interiore in cui possiamo essere chi vogliamo tanto, l’indomani, torneremo ad essere quelli di sempre. “Ritmo magnetico solare” richiama nelle strofe lo stile di canto di Edoardo Bennato. Al centro del brano la magia di essere amati da una donna talmente bella da sembrare di un altro sistema solare. “Non vali niente”, brano più cinico del lotto ricorda musicalmente i Subsonica ed esprime una critica sociale della realtà: se non sei conosciuto non vali nulla.
Più solare e leggera “Portami il mare” squarcia le nubi con un raggio di sole illuminando l’unica cosa che conta veramente, l’amore.
Ho avuto l’occasione di parlare con Davide “Junox 106” Varriale sia degli Humanoira che del suo progetto parallelo.
- Cominciamo dall’inizio dell’anno, quindi da “Hai ragione tu”. Il detto dice che “la ragione si dà solo ai fessi”.
- Esatto, in una sola affermazione hai già capito il senso della canzone. Io mi occupo più della parte musicale, mentre Riccardo, l’altra metà degli Humanoira, canta e scrive i testi; quindi, io partecipo alla scrittura esprimendo la mia opinione ma è Riccardo la penna del gruppo. Il pezzo è una risposta tra i denti alle situazioni in cui tutti hanno da dire la propria opinione, tutti esprimono le loro idee, giustamente, ma dopo un po’ che hai sentito tante opinioni non hai più voglia di starle ad ascoltare e dici “Ok hai ragione tu”.
- Per chiudere lì il discorso diciamo.
- Esatto, diciamo che è un po’ un vaffanculo tra i denti, il pensiero è “non te lo dico direttamente, ma è implicito”.
- Musicalmente è uno di quei pezzi impossibili da ascoltare da fermi. Anche al termine del bel video che accompagna la canzone i compassatissimi giudici che devono valutare la ballerina protagonista si lasciano andare all’entusiasmo, al ballo. Dire cose serie con leggerezza è uno dei vostri obiettivi?
- Sì, ci piace la profondità dei temi, però crescendo abbiamo acquisito una certa leggerezza; quindi, in questo disco ci sono anche temi profondi, ma “Hai ragione tu” è una canzone molto più leggera, l’andamento è coinvolgente e nel video tutto questo traspare. Tra l’altro è stato realizzato da Valentina Cipriani (Nda Nota videomaker toscana) che chi segue l’underground musicale penso conosca, ha collaborato con gli Zen Circus, con i Cara Calma e altri progetti noti. Noi abbiamo già fatto tre video per il disco precedente “Obiettivo Salvezza” e quindi è stato naturale anche per questo singolo fare un video con lei.
- A proposito di “Il mio primo pensiero” se dovessi scegliere un desiderio da far avverare quale sceglieresti?
- Non vorrei essere scontato ma direi la serenità, la tranquillità nell’affrontare le problematiche, perché comunque ci sono a prescindere; quindi, se si ha la serenità interiore per affrontarle è tutto molto più semplice.
- Invece “Ritmo magnetico solare” nelle prime strofe mi ricorda un po’ lo stile di Edoardo Bennato. Seguendo il senso della canzone lasciarsi travolgere dalla passione dovrebbe essere uno degli obiettivi della nostra vita?
- Sì, penso che la passione sia il motore della vita. Qualsiasi cosa positiva è spinta dalla passione. Poi ognuno la può incanalare nell’arte, nella lettura, nelle serie TV o nel lavoro. La passione è alla base del “fare” delle persone.
- In “Non vali niente” emergono come fonte di ispirazione i Subsonica. Mi sembra che lo stile del pezzo sia a loro molto vicino.
- Sì, c’è qualcosa perché comunque è un pezzo con molta elettronica e forse anche il timbro di Riccardo può ricordarli. I Subsonica non sono tra le nostre influenze maggiori, però sicuramente un richiamo c’è.
- Il pezzo parla dei non rapporti tra le persone tramite i social?
- “Non vali niente” lo definisco il pezzo cattivo di questo disco. Nel senso che in tutti i brani ci sono finali positivi; invece, questo parla di persone negative che meritano anche loro una canzone, ma non di affetto e positività. Per questo “Non vali niente” è la definizione perfetta.
- Una definizione sminuente quindi.
- Sì non è una canzone che vuole piacere, ma vuole stabilire una certa distanza.
- Passando a “Portami il mare” torna un’atmosfera più leggera, il perdersi.
- Esatto “Portami il mare” è proprio il contrario di “Non vali niente”.
- Quali sono stati i sentimenti che vi hanno ispirati mentre la componevate?
- Sicuramente c’è la ricerca di amore, però è anche la ricerca di una fuga da tutto ciò che è tossico, negativo. Il mare rappresenta un senso di liberazione da queste problematiche.
- Venire da una città di mare ha fatto la differenza nel vostro modo di fare musica?
- Penso di sì. Il mare dà quella malinconia, quella nostalgia però allo stesso tempo anche quella spensieratezza che quando lo guardi ti viene spontanea. Avendolo vicino a casa, crescendo con lui accanto diventa qualcosa di innato. Non a caso se si pensa alla scuola genovese, Gino Paoli, Tenco, De André avevano quella malinconia intrinseca che il mare porta con sé.
- Torniamo un attimo indietro nel tempo al vostro album “Obiettivo Salvezza”. Ho due curiosità, la prima riguarda “Pascosky (Intro)”, che contiene un omaggio al famoso monologo dei perché di Francesco Nuti. Per me è una delle scene più intense del cinema italiano. Perché avete deciso di inserirla nell’album?
- Partiamo dal fatto che Riccardo è un grandissimo fan di Francesco Nuti, lo adora ed era tra i suoi obiettivi già da anni fare un pezzo che lo citasse. Non avevamo fatto niente di particolare in altre canzoni e quindi abbiamo deciso di mettere direttamente la sua voce su una base strumentale che avevo proposto ed è diventata una canzone, più sperimentale, ma è nata così.
- “Panna” con il Maestro Pellegrini è un pezzo fuori registro rispetto al vostro solito, c’è molta più chitarra in acustico. Questo approccio musicale deriva dal fatto che avete collaborato con lui? È stata una sorta di influenza reciproca?
- In qualche modo hai ragione. È un brano che nel nostro repertorio ha fatto da spartiacque. Prima avevamo un’attitudine più diciamo rock, mentre quel brano è in direzione molto più cantautoriale. È nata senza l’idea di coinvolgere Maestro Pellegrini. Noi conosciamo Francesco dalle scuole superiori e abbiamo avuto l’idea di proporgliela anche perché lui era uscito da poco con un disco e il suo modo di cantare si poteva inserire molto bene nella canzone. Quindi gliela abbiamo proposta, l’ha ascoltata, gli è piaciuta e quindi è stata anche un modo di ritrovarsi tra vecchi amici.
- Ci puoi dire quando si completerà il mosaico che va a comporre il vostro nuovo album?
- Siamo oltre il giro di boa perché comunque abbiamo deciso di dare a ogni singolo il suo spazio, i suoi tempi di uscita. L’album comprende sei canzoni più un’intro e un outro. “Portami il mare” è il quinto singolo, mi sembra il 28 ottobre uscirà l’ultimo singolo e poi dopo un mese uscirà il disco completo che si intitola “Tarab”.
- Titolo molto curioso, andrò ad approfondire.
- Tra l’altro sul titolo c’è una piccola curiosità. Dopo che lo avevamo scelto, a distanza di un mese ci siamo accorti che era uscito un disco di Mia Martini con tutti i suoi successi intitolato proprio “Tarab”, alché siamo andati in crisi e abbiamo detto “qui bisogna cambiare nome”. Ci abbiamo provato, ma quel titolo per noi era perfetto e quindi alla fine abbiamo deciso di lasciarlo.
- Beh anche perché chi ascolta voi ha un gusto che è molto lontano da Mia Martini.
- Sì diciamo che dall’Alto ci ha anticipato.
- Mi hai detto che hai anche un tuo progetto solista, ti va di parlarne?
- Sì, tutto nasce dalla lavorazione di “Tarab”. Per me è stato fondamentale, gli voglio davvero bene. È nato nell’arco di un anno perché tra gli impegni nostri e quelli di Fabrizio Pagni, tastierista degli Zen Circus che ora collabora con Achille Lauro ed è il produttore, non era facile trovarci. Ci incontravamo una volta alla settimana, al massimo due quando dovevamo stringere i tempi, però ce la siamo comunque presa con molta calma. C’è stato un momento in cui mancavano due pezzi che Riccardo aveva un po’ di difficoltà a scrivere. Per la prima volta nella mia carriera musicale ho deciso di provare a scrivere io stesso e, nonostante fosse una cosa che non pensavo mi riuscisse, ci ho preso sempre più gusto e da quel momento ho deciso di intraprendere anche la carriera solista. Mi sta piacendo molto di più di quello che pensassi.
- Bene così siamo riusciti a parlare anche un po’ del tuo progetto.
- Sì, il 2 ottobre uscirà il primo singolo che si intitola “Sento questa volontà”. Il progetto è una costola degli Humanoira, la cui musica, soprattutto negli ultimi anni, ho sempre composto io. Il mio progetto, JUNOX, ha un lato cantautoriale più spiccato rispetto agli Humanoira. Anche il mio progetto è in italiano, c’è sempre molta elettronica, c’è il rock, il pop, tante contaminazioni. Con gli Humanoira devo cercare di andare incontro alle esigenze di Riccardo, in questo caso sono io perso nel mondo musicale e ci sto prendendo veramente gusto.
- Fai qualcosa di diverso rispetto agli Humanoira.
- Assolutamente. Sono anni che scrivo musica però mi fermavo a quello stadio, perché gli Humanoira siamo Riccardo ed io ed è giusto che lui scrivesse i testi e cantasse. Mi sono ritrovato a scrivere e ho scoperto questo lato di me che mi sorprendo di avere, perché non lo avevo mai coltivato. Anche cantare è un mondo nuovo, ma mi sto divertendo parecchio.
- Tornando agli Humanoira un’ultima domanda. Se dovessimo descrivere la band con un’espressione sintetica, potrebbe essere “Lasciarsi andare”?
- Sì potremmo dirlo. La musica per noi è proprio un modo per lasciarsi andare a quello che proviamo. Nella vita, nel lavoro devi essere sempre controllato e la musica è sempre stata per noi un modo di uscire dagli schemi. Questo aspetto mi piace molto. Anche nel progetto JUNOX lasciar andare è centrale. Tornando a quanto dicevamo prima sulla serenità, la musica infonde serenità nelle persone, soprattutto in chi la fa.
Cercandone il significato ho scoperto che “Tarab” è una parola araba che esprime il concetto di essere in estasi, rapiti dall’ascolto della musica e della poesia. Quel lasciarsi trasportare che per gli Humanoira è la ragione e la conseguenza di tutto.


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