"Hot Sweet Massacre Chronicle! Jack White+The Hives"
La temperatura è già calda quando si arriva al Parco Bussola Domani di Lido di Camaiore. Aspettando di assistere allo show di Jack White, ricordo la mia adolescenza e quasi non mi sembra vero di riuscire a vederlo da vivo! 19/6/26 Parco Bussola domani - la performance principale è anticipata con mio grande piacere dalle atmosfere soffuse di Unadasola, spesso ospiti a Riserva Indie, A seguire il garage punk dei milanesi Jagwari e il pop di Lissy Taylor, cantautrice inglese trapiantata in America che ci traghetta fino allo show dei The Hives. Il frontman Pelle Almqvist conquista subito tutto il pubblico, a partire da noi temerari sotto il palco. Dalla prima nota alterniamo contentezza e impegno nel pogo duro, tolleranza all'afa, sudore e polvere che si solleva dal suolo in quella che sembra una sfida di resistenza. Coivolgenti e stratosferici, scatenano un pogo colossale che trova il suo apice in "Hate to say i told you so", brano incluso nell'album "Veni Vidi Vicious" del 2000 e che è invecchiato benissimo. Ma come fanno? E dispiace un po' quando cominciano a salutarci per lasciare il palco allo staff di Jack White. Oltre agli strumenti vediamo una statua bianca, usata spesso nei suoi show, con la testa a forma di teschio blu che preannuncia un'esibizione aliena e fuori dal comune. Jack ha un portamento incrocio tra meticolosità musicale e schizofrenia, ed è questo il genio secondo me: riuscire a far coincidere nevrosi e fantasia, espressione e creatività musicale. In scena con giacca di pelle e capelli corvini, alla sua maniera insomma. Sguardo che non fa trasparire emozioni che riesco a decifrare se non il rapido e controllato bisogno di suonare! Ed è subito magia del caos! Ricomincia il pogo! Sound potente ma soprattutto quelle sonorità da Mr. White tanto uniche quanto sorprendenti. Non importa se lo hai già visto o sentito suonare 100 mila volte, sembra sempre la prima e pare sia così anche per lui che ripropone i classici di TUTTO il suo repertorio. Sforna, mescola, sfuma, scompone e riassembla. Improvvisazione e spontaneità escono tutte da un unico nucleo, un centro stabile e immobile di creatività. Le note ogni volta esprimono cambiamento, esplosione, imprevedibilità. Tutto questo è Rock n Roll! È punk! È blues! È garage! Nonostante le botte da pogo siamo tutti gasati! Perché è qualcosa di indefinito ma ben preciso e netto. Pungente come le gomitate dei fusti alti uno e ottanta che mi stanno arrivando sui fianchi. La vita è fatta anche di sofferenza e resistenza. E noi resistiamo perché c'è Jack che ci sostiene e ci ispira, perché siamo qui accettando anche il rovescio della medaglia di questa vita/carneficina. Apre con una jam elettrica introduttiva e incalzante, seguita da "That's how I'm feeling" e immediatamente ci lanciamo all'unisono al pogo esistenziale, già apparecchiato dai The Hives. E poi "Black Math", "Old Scratch Blues", "Broken Boy Soldier" per citarne alcuni. Resistiamo, sempre più sudati, assetati e comunque mai stufi o arrendevoli. Prendiamo tutto ciò che arriva e lo facciamo volentieri, perdendoci nell'ondeggiare, spingere di tutta la folla. 40 mila, chissà se hanno pogato tutti, almeno per qualche, istante sullo strimpellare e il vocalizzare di Jack. Che dire? Ha cominciato a rompere le corde della chitarra appena iniziato lo show e potete ben immaginare andando avanti cosa succede alle chitarre e ai nostri piedi allo scoppio di "Icky Thump" del 2007, con i White Stripes e al tintinnare di "Steady as she goes" con i Raconteurs. Una miscela dei brani che lo distinguono: dagli inizi carriera fino ad ora, giorni caldi e sofferenti ma magicamente rinfrescati da questa ondata di Prima Estate. Una botta di musica che il primo giorno di festival entra a gamba tesa e apre la stagione. Al parco Bussola Domani line-up sempre più acclamate e sublimi, si ospitano quasi sempre grandi nomi e artisti rilevanti e questo lo fa diventare un appuntamento must per noi appassionati. Grazie Prima Estate. Grazie pogo. Grazie Jack! A presto spero!

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