domenica 15 marzo 2026

BETTER CALL SERIAL - LE SERIE TV SECONDO RISERVA INDIE - YOUR HONOR - RUBRICA A CURA DI LUIGI TUTTOBENE


Siete a caccia di una Serie TV di ottima qualità sul piano di recitazione, dialoghi, trama e ambientazione?
Ci aggiungiamo anche un ritmo sostenuto, legami familiari e umani tutt'altro che limpidi, conflitti interiori, colpi di scena e inganni architettati magistralmente?
La serie che fa al caso vostro è sicuramente "Your Honor" e posso garantirvi che non bisognerà attendere puntate su puntate: metterà subito al fuoco tutta la carne possibile.
Vi immergerete immediatamente nella trama e ne rimarrete inevitabilmente coinvolti, dai primissimi minuti.
Ma cominciamo dall'inizio.
Siamo a New Orleans, città che fa da sfondo a questa controversa storia.
La divisione territoriale e sociale è netta, marcata soprattutto da una forte discriminazione razziale.
Abbiamo da una parte la zona residenziale e quello che in Italia verrebbe definito il suo "centro storico", caratteristico e pittoresco come da immaginario collettivo.
Dall’altra troviamo un “Lower Ninth Ward” zona decisamente degradata dove convergono tutti gli stereotipi possibili (ma non per questo meno reali) ovvero povertà, spaccio, gang criminali… quasi a richiamare la perfetta rappresentazione di Baltimora nella mai troppo lodata serie THE WIRE.


La prima puntata si apre con un uomo incappucciato che fa jogging.
Lo vedremo farsi una doccia, affaccendarsi per presentarsi al lavoro e scopriremo che si tratta dell'integerrimo Giudice Micheal Desiato, protagonista principale della Serie in questione (interpretato da Bryan Cranston, attore dal talento cristallino e dalle enormi abilità nel gestire il sottotesto emotivo, che molti ricorderanno come il personaggio principale della Serie capolavoro BREAKING BAD).
Michael ancora non sa che il suo giovane figlio Adam (Hunter Doohan), complice una successione di sfortunate coincidenze, da lì a qualche minuto causerà un incidente mortale in cui a perdere la vita sarà un minorenne. Preso dal panico, anziché autodenunciarsi chiamando la Polizia, preferirà fuggire e proseguire in qualche modo la sua giornata, mascherando in maniera piuttosto approssimativa le prove dell'accaduto.
Una volta a casa, si confiderà con il padre, che da Giudice dalla pluriennale esperienza, analizzerà tutto esattamente come se si trovassero in aula e deciderà che la soluzione più ovvia è quella di accompagnarlo alla Stazione di Polizia più vicina affinché possa costituirsi.
Ciò nonostante, la confessione non avverrà mai perché una volta giunti sul posto, si scoprirà che il ragazzo rimasto ucciso risponde al nome di Rocco Baxter, ossia il figlio della più pericolosa famiglia criminale di New Orleans.
Autodichiararsi colpevole non è più un’opzione: in carcere sarebbe seriamente in pericolo di vita.
E qui comincia la nostra storia.
Cosa sarebbe disposto a fare un uomo per proteggere la propria famiglia e salvarla dalla furia vendicativa di un clan?
Le sue scelte e le sue azioni sarebbero (o dovrebbero essere) diverse se l'uomo in questione fosse un Giudice?
Micheal Desiato inizia così un percorso inarrestabile che lo porterà a sviluppare una doppia personalità: da una parte è un Giudice irreprensibile che deve mantenere intatte le apparenze, in accordo con  il proprio ruolo.
Dall’altra è un padre che, nonostante ritenga le azioni del figlio moralmente deplorevoli, ne giustificherà l'operato come soltanto un genitore iperprotettivo può arrivare a fare.
La fusione di questi due aspetti, trasformerà il Giudice in un freddissimo manipolatore capace di sfruttare a proprio vantaggio tutte le nozioni legali, i cavilli burocratici ed i contatti che la sua posizione gli ha permesso di coltivare nel tempo.
Per salvare Adam, arriverà ad insabbiare, ad inquinare le prove e pur di trovare un capro espiatorio, incolperà degli innocenti coinvolgendo e strumentalizzando persone totalmente ignare dei fatti reali.
Questa Serie affronta anche il tema delle profonde divisioni razziali di New Orleans, evidenziando quanto la corruzione sia arrivata a coinvolgere chiunque a tutti i livelli e, nel descrivere le pessime condizioni di vita nelle carceri statunitensi e i metodi brutali della polizia americana, la narrazione purtroppo aderisce perfettamente alla realtà.
Ci verrà ampiamente mostrato il collegamento tra povertà e commercio/uso di droga e che, salvo rare eccezioni, chi appartiene ai ceti sociali più bassi non solo non possa ambire a migliorare la propria condizione economica, ma non potrà esimersi dal rimanere coinvolto in affari che hanno davvero poco a che vedere con legalità e rettitudine.
Lo spettatore attento che vorrà dare il giusto peso alle azioni dei vari protagonisti, riconoscerà a "Your Honor" la capacità di rappresentare egregiamente quanto il senso di colpa possa influenzare le azioni degli stessi e quanto il turbinio emozionale autolesionista possa generare una vera e propria implosione a catena.
Il tormento e le sensazioni di rimorso si riveleranno dei subdoli alleati e le bugie più o meno ben costruite, faranno riemergere torbidi segreti in un continuo saliscendi di vittorie e sconfitte.
Ci troveremo di fronte a costanti dilemmi morali e di giustizia che, nel contesto sociale descritto, assumono spesso un risvolto razziale in cui viene normalizzato il pregiudizio secondo il quale essere neri equivale a colpevolezza.
Dinamiche e preconcetti che una donna di colore,  coinvolta nella vicenda, conosce fin troppo bene e che naturalmente condanna con estrema determinazione: mi riferisco al brillante Avvocato interpretato dall'attrice Carmen Ejogo, nota anche per la sua presenza nella terza stagione di TRUE DETECTIVE.
Il Giudice, come una sorta di Penelope, in preda a deliri di onnipotenza, tesserà una tela al limite della perfezione salvo poi percepirne la morsa cingergli insistentemente il collo. Desiato cavalcherà ampiamente un'onda adrenalinica degna dei più abili giocatori di poker, compiendo azioni sempre più criminose.
Immancabilmente il sentimento dello spettatore arriverà a vacillare, di pari passo con l'etica e l’integrità dei personaggi.
Come avrete intuito, nel corso delle puntate, i ribaltamenti di ruolo ed i nostri cambi di prospettiva si faranno sempre più frequenti e profondi.
Per chi, nonostante tutto, si sarà affezionato alle sorti di Adam ed alle trame ingegnose di suo padre, tutti i personaggi che ambiranno a scoprire la verità indagando su più fronti, diventeranno dei fastidiosi avversari da annientare.
I ruoli saranno in continua evoluzione, le trame si infittiranno e gli intrecci si aggroviglieranno in un caotico gomitolo che quasi si riavvolgerà su se stesso.


Tutte le decisioni prese e le strade percorse porteranno inesorabilmente ad un epilogo che pone la seguente domanda: si può veramente essere salvati?
Oppure, a prescindere dalle nostre scelte, saremo sempre delle pedine in un Universo che è già capace di muoversi benissimo da solo?
Senza voler scomodare mostri sacri della letteratura che parlano di delitti e castighi, in questa serie lo spettatore inizierà a domandarsi se a compiere il vero atto criminoso sia stato Adam oppure il padre e chi dei due dovrà scontare la vera punizione.
E soprattutto: è veramente necessario che qualcuno paghi in nome di una giustizia o di una morale mai così malleabili?
Lo scoprirete continuando a divorare gli altri 19 episodi di questa serie che, senza sbilanciarmi troppo, lo definirei un piccolo (ed imperdibile) capolavoro.
 

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