sabato 25 settembre 2021

ROTTA DI COLLISIONE! RISULTATI E GALLERY DELLA SERATA DI WRESTLING "WIVA" A CURA DI SAMUEL FAVA

 


Eccomi di nuovo a bordo ring per raccontarvi cosa è successo a ROTTA DI COLLISIONE, evento targato WIVA Wrestling che si è svolto come di consueto al Centro Sportivo di Portile di Modena.

In apertura presentazione della Coppa Italia di Wrestling sponsorizzata da JustMary, ancora non sappiamo i concorrenti ma si tratterà di un torneo aperto anche a lottatori non WIVA e con tabellone tipo Tennis con 8 partecipanti. 

A dare fuoco alle polveri ci pensa Davide Rosselli contro Nico NARCISO, in pochissimo tempo "l'anonimo" e quasi timido Rosselli è riuscito a crearsi una forte personalità, il wrestler social ROS-SELFIE infatti è particolarmente amato dal pubblico e i suoi selfie pre-post e durante il match sono ormai diventati una tradizione! A farne le spese Nico Narciso, atleta molto più esperto di Rosselli .



Nel secondo match GUIDO ER MECCANICO altro idolo di casa Wiva, riesce ad avere la meglio su EL GORDO, un vero veterano della Scena che ultimamente avevamo visto prevalentemente nelle vesti di Manager.



MASSIMO PANICO vuole risolvere i conti in sospeso con il GARGOYLE ma l'ONOREVOLE BENIAMINO MALACARNE, in veste di Dirigente a causa della mancanza di Marco Folloni, stabilisce un match contro MR. PDP.  Nonostante Massimo Panico sia particolarmente "on fire" vince il match MR PDP, ovviamente con un piccolo aiutino dell'Onorevole. Il Braccio Violento della Legge sfogherà la sua frustrazione contro il povero arbitro Andrea Cesana.



Dopo essersi più volte provocati SHOCK e LYON arrivano finalmente a regolare i conti sul ring. Il match tra l'ex Campione SHOCK e il discepolo di Red Scorpion LYON parte subito fortissimo, aggressività e violenza, zero strategia, è una vera rissa e i colpi che si scambiano i due contendenti sono davvero devastanti. Dopo essere finiti fuori dal ring ed essere squalificati per doppio count out i due proseguono il "confronto" nelle vicinanze della gabbia ottagonale e qui SHOCK compie un incredibile MOONSHOCK travolgendo LYON. L'arbitro Jhonny Puttini sospende definitivamente il match mentre i due atleti con fatica si rialzano da terra!



Chi potrà fermare i REBEL SOULS? Non lo sappiamo ma di sicuro non sarà facile trovare un tag team all'altezza, nel frattempo la stable milanese si presenta a Modena al gran completo! A sfidarli quattro misteriosi Cavalieri Neri. Ma trovare l'alchimia di team non è una impresa semplice, richiede tempo e fatica, in questo il combo milanese è sicuramente molto più avanti e i Cavalieri neri, nonostante delle buone individualità, vengono spazzati via!



Nel regolamento di conti tra Giant Warrior e Luke Zero questa volta ha la meglio il Gigante che, accompagnato dall'Onorevole Malacarne sconfigge la coppia Zero e Makro Diamond. Qualcosa mi dice che le ostilità tra i due non finiscono qui!

 

Main event! Due grandi Campioni, due grandi amici, rivali per una notte! Sul ring si scontrano RED SCORPION contro BAMBIKILLER, per arbitrare in supporto al buon Jhonny Puttini arriva il mitico TOM LA RUFFA! (inizialmente designato come sfidante ma indisponibile causa infortunio al braccio).

C'è molto rispetto tra Red Scorpion e Bambilkiller ma i colpi duri non si risparmiano, dopo le prime fasi di studio i due iniziano una rissa furibonda fuori dal ring, e quasi travolgendo il pubblico, arrivano a sfidarsi all'interno della gabbia MMA! Con fatica, Tom La Ruffa e Jhonny Puttini riportano ordine nel match riportando i due contendenti nel ring ma poco dopo uno squadrone di Cavalieri Neri guidati da SHOCK aggrediscono RED SCORPION! Match sospeso...ma le forze del male non la passano liscia! Red Scorpion e l'amico Bambikiller si alleano per ristabilire l'ordine e fanno pulizia degli invasori! Anche Tom La Ruffa, nonostante l'infortunio, partecipa alla festa e con un super kick stende Giant Warrior. Per SHOCK, rimasto fuori dal ring solo fischi e insulti da parte del pubblico, per il trio di Campioni si preannuncia una notte di Festa!





domenica 19 settembre 2021

MY NEVERMIND - 12 RACCONTI (PIU' UNO NASCOSTO) ISPIRATI DAL DISCO DEI NIRVANA - INTERVISTA A PATRICK POINI A CURA DI MAURIZIO CASTAGNA


30 anni di "Nevermind" celebrati con un mare di articoli e un libro di 12 racconti (più uno nascosto) pubblicato da Patrick Poini. Ne abbiamo parlato con l'autore.


Ciao Patrick e grazie per la tua disponibilità. Partiamo subito da "My
Nevermind" e dai suoi 12 racconti (più uno nascosto) ispirati allo storico disco dei Nirvana. Come e quando è nata l'idea del libro?

Alla prima rispondo con una battuta: beh, volevo fare qualcosa per il trentennale dell'album prima che lo facesse Dave Grohl! A parte gli scherzi, sappiamo quanto trent'anni fa Nevermind riuscì a sconvolgere il mondo della musica e la società in generale, purtroppo gli effetti di quello scossone non sono riusciti a sopravvivere a Kurt Cobain... Per omaggiare quell'evento epocale ho quindi scelto un approccio alternativo, facendo appunto mio quel disco attraverso la scrittura e lasciando che quelle canzoni mi ispirassero per scrivere dei racconti. È confortante verificare come un artista o un album riescano a comunicare con te in maniera personale e a portarti sensazioni sempre nuove anche al miliardesimo ascolto.

In "My Nevermind" usi la tecnica del "cut up" che è la stessa usata da Cobain per le sue canzoni. Di cosa si tratta?

Si tratta di un metodo di scrittura utilizzato e reso celebre negli anni Sessanta dallo scrittore Williams S. Burroughs, che era l'autore preferito dal frontman dei Nirvana. In pratica questa tecnica consente di arrivare a un testo finale mischiando frasi o intere parti prese da diversi scritti.

Che sensazione ti ha dato riascoltare il disco con un approccio "diverso", sapendo di doverne ricavare dei racconti? Per ogni brano hai avuto subito l'ispirazione giusta per scrivere? Ci sono stati singolo brani che hanno dato vita a più racconti? E, nel caso, come hai scelto quello da pubblicare?


Ci ho provato e il lavoro è venuto fuori in maniera quasi naturale, ovviamente il merito è, più che del sottoscritto, di Cobain che è riuscito a fare quei tre dischi che possono parlare con la tua anima anche a distanza di decenni. La maggior parte dei racconti sono usciti subito, per i restanti il cut-up mi ha aiutato a sviluppare quella che era l'idea prima. Sì, alcuni brani hanno dato vita a più racconti: nello specifico Polly, al quale ho affidato il mio grido femminista, nella prima versione era un po' piatto, era perfetto per un manifesto socio-politico ma doveva diventare un racconto, un racconto in grado di far pensare allo schifo di società patriarcale che ancora oggi non si riesce ad abbattere. Territorial Pissings non era nato male, ma l'ho migliorato mettendoci dentro materiale preso da un paio di vecchi progetti che esprimevano lo stesso concetto. Una volta finita la prima versione di Lounge Act mi sono reso conto che da qualche parte avevo scritto qualcosa di molto simile e un po' più valido dal punto di vista letterario e l'ho rielaborato. Con Endless-Nameless ho espresso i concetti originali trasformando il testo in una specie di favola in corso d'opera. On A Plain è stato il più faticoso e, con il cut-up, ci ho messo dentro delle parti che mi piacevano delle versioni iniziali di Lounge Act e Endless-Nameless. In questi casi ho voluto dare al pubblico qualcosa di meglio della prima stesura.

Nella copertina del libro in piscina restano i dollari ma sparisce il neonato. Come mai?

La copertina l'ho fatta prima che venisse fuori la notizia che il piccolo Spencer Elden avrebbe richiesto un risarcimento. La mia scelta di non inserirlo è scaturita solo da motivi di copyright, scherzosamente posso dire che sui diritti Courtney Love è molto attenta e che non avevo voglia che i suoi avvocati si scomodassero per un libriccino in italiano. Tornando serio voglio sottolineare quanto sia irrispettosa l'uscita pubblica dell'ex bimbo della copertina che ha definito quell'immagine “pornografia infantile” attaccando di fatto una persona morta. Kurt Cobain, che era sempre dalla parte delle donne e dei bambini, spiegò in maniera chiara la sua scelta perché anche all'epoca qualcuno ebbe da ridire sulla nudità del neonato ed era pronto a far coprire i genitali di Spencer con un adesivo con su scritto “Se questo vi offende, allora forse siete dei potenziali pedofili” nelle copie destinate alle catene che non avessero voluto mettere in vendita il disco.

Che ricordi hai di "Nevermind". Quando il disco è entrato nella tua vita?

L'album è entrato subito nelle vite di tutti in quel settembre del 1991. Ricordo ancora che la prima canzone dei Nirvana che ho sentito fu Even In His Youth, B-side dal singolo di Teen Spirit, che mia sorella maggiore stava ascoltando: avevo 10 anni, un background metal e non avevo ancora gli strumenti per capire che non c'entrava niente con la roba che lei metteva su in quel periodo, tipo Bryan Adams.

Personalmente ricordo ancora 30 anni fa il pranzo domenicale in famiglia con "Superclassifica Show", condotta dal mitico Maurizio Seimandi, che si chiudeva con"Smells like teen spirit" al numero uno. Era un brano di rottura che chiudeva una trasmissione a base di Sting, Venditti e Paolo Vallesi e, se vogliamo, 'ingresso della "altra musica" nel salotto di casa. Venire in qualche modo a patti con un contesto diverso da quello in cui si è nati è stato l'inizio della fine di un movimento?

Come dicevo prima, avevo 10 anni e ascoltavo metal, forse avrei potuto capire i Nirvana prima di tanti miei coetanei e anche di tanti ragazzi più grandi, che raramente avevano una formazione rock. Invece ci misi un po': il paradosso vuole che pensassi che la musica “dura” non dovesse essere data in pasto a tutti e che questa band stesse tradendo questa cosa non detta. Il mio era proprio un concetto cobainiano. Anche se probabilmente dal punto di vista delle scelte artistiche ha fatto quello che avrebbe dovuto fare, lo stesso Cobain non riusciva ad uscire da questo modo di pensare e la cosa lo faceva stare così male che sappiamo come è finita. Grazie a quelle scelte, chi ha voluto approfondire ha potuto conoscere gruppi fantastici come i Mudhoney, le L7 e tutto il movimento delle riot grrrl, quelle scelte sono riuscite ad avere un profondo impatto non solo musicale, ma anche culturale su chi è andato oltre il riff di Teen Spirit.

La figura di Cobain è ormai diventata una icona che coinvolge il nostalgico del grunge come l'adolescente che ha scoperto i Nirvana sulle playlist di spotify o sulle magliette del banco del mercato. Cosa ha reso questo anti-personaggio così popolare tra persone così diverse?

Non so davvero se essere così positivo. Mi sembra, ma potrei sbagliarmi, che ormai l'adolescente non riesca più a calarsi in quel mondo e negli ultimi anni ho sentito più di un ragazzino dire di non conoscere i Nirvana. Peccato, perché a me quei dischi hanno insegnato a capire quello che avevo dentro e quello che c’era fuori, mi hanno reso capace di capire le mie emozioni, anche quelle negative; Kurt è stato l’amico intimo di tante persone e, da padre, mi dispiace avere la sensazione che le nuove generazioni non riescano a “incontrarlo”. La cultura grunge è stata sempre legata alla ricerca e allo scambio tra persone più che all'imposizione. Con l'algoritmo di Spotify è facile che partendo dai Nirvana si arrivi a Bon Jovi, mentre scambiandosi cassette, leggendo le riviste musicali e ascoltando la radio si poteva arrivare sino alle Kleenex/LiLiput e per qualche strano motivo poteva venirti voglia di leggere un libro, di scrivere qualcosa o di mettere su una band.

Il mondo del rock è molto cambiato da 30 anni a questa parte ma le rockstar che riempiono gli stadi sono più o meno sempre le stesse. Si moltiplicano le reunion di vecchie glorie, quasi come se un certo tipo di musica fosse incapace di evolversi e nello stesso tempo creare delle novità tali da riempire delle arene. C'è anche un problema di mancanza di personaggi nel mondo musicale di oggi? Mancano le figure carismatiche con una storia da raccontare alle spalle come  Cobain, Morrison, Osbourne e soci?

È un mondo troppo diverso, i 15 minuti di celebrità di cui parlava Andy Warhol ora possono essere 15 secondi di video su TikTok. Sì, mancano personaggi e personalità e persone. Dall’Italia è uscito qualcosa proprio in questi mesi, non sono ancora pronto per nominarli e per avere una precisa opinione, ma credo che questo fenomeno possa avere una notevole rilevanza. È un bene che i giovani d’oggi (citazione che qua ci sta bene) che non avevano ancora avuto a che fare con il rock sentano qualcuno che li intriga dire che per suonare ha tratto ispirazione da Kim Gordon.

Nell'attuale contesto, musica "liquida", immagine "usa e getta" affidata ai social, fine delle riviste musicali e delle fanzine, un disco come "Nevermind" oggi avrebbe lo stesso impatto di 30 anni fa?

Temo di no. I Nirvana non sono stati certamente l’unica cosa buona degli ultimi decenni, ma in quel contesto sono riusciti ad avere quell’impatto. Io adoro le Skating Polly, una band giovanissima ma che ha all’attivo già più dischi dei Nirvana, che ha molto talento ed è figlia anche di quel fenomeno. Il gruppo è spinto da Exene Cervenka, Viggo Mortensen, Shirley Manson e dai Flaming Lips eppure non riesce ad avere il successo che merita, neanche tra le nostre generazioni. Forse anche tanti di noi si sono impigriti; era già successo proprio con i Nirvana: per molti sono stati solo una fase, ma c’è qualcuno che ha capito a fondo e sono soddisfatto di sapere che non mi sbagliavo quando rispondevo negativamente a quelli che mi dicevano che crescendo mi sarebbe passata.

Grazie Patrick per il tuo tempo e prima di chiudere ricordiamo ai nostri lettori come è possibile acquistare "My nevermind".

Prego! È sempre bello parlare con voi, perché parliamo la stessa lingua. Il libro si può comprare su Amazon sia in cartaceo che in digitale e chi ha Kindle Unlimited può addirittura leggerselo gratis. Vi lascio i link:


CARTACEO 


DIGITALE




 

sabato 18 settembre 2021

I CONCERTI AL TEMPO DELLA PANDEMIA - CAPITOLO 6 #COMEWITHME - IL DIARIO SEGRETO DELLA LEGGENDA - A CURA DI MARIALAURA CORREDI

 


Ed eccoci giunti all’ultima pagina del diario che un noto musicista (rimasto anonimo ma identificato da diversi lettori) ha tenuto nel corso dell’estate per documentare la sua tournée. Speriamo vi siate emozionati e divertiti come è capitato a me nel trascrivere le vicende per il blog di Riserva Indie, non mancando di fare editing a beneficio della sgrammaticata prosa del nostro eroe e mascherando i segreti più inconfessabili con una sfilza di omissis. Per un tour che si chiude, vi è sempre una nuova porta che si apre. Quale sarà mai?



Marialaura Corredi – Montecatini Terme – estate 2021

#6 – Come with me

Domani ho l’ultimo concerto del mio tour estivo chitarra e voce. Suono nel giardinetto esterno di un locale in pieno centro a omissis. Capita a fagiolo, infatti vado su con un giorno d’anticipo perché ho un appuntamento negli studi televisivi di omissis, che si trovano appena fuori città. Sono stato convocato per fare il giudice nella nuova stagione di omissis! Il principale talent show musicale al mondo mi vuole alla sua corte, senza dubbio per legittimarsi sul piano artistico, cosa che nelle precedenti edizioni è un po’ mancata in favore di una più marcata spettacolarizzazione. Chiaro, io questi programmi li ho sempre disprezzati, ma vuoi mettere il ritorno? Fama, successo e ancora più donne a mia disposizione! Entro sbandierando il green pass e la lettera col sigillo dell’emittente e mi guardo a una vetrata nella hall. Ho messo una delle camicie sgargianti che caratterizzano le mie uscite pubbliche, soprattutto i concerti che facevo con gli omissis prima della pandemia. Morbida seta color pistacchio che fa pendant con la tracolla della chitarra, solo che la chitarra non ce l’ho con me.


Mentre mi accingo a prendere l’ascensore e salire a un piano a caso (non voglio fare la figura del parvenu spaesato che non sa dove rigirarsi), vedo arrivare omissis, la giudice più famosa di omissis, un’anziana signora con l’aria da casalinga che dopo una vita di clausura se la vuole spassare in tarda età. Nessuno ha mai capito grazie a quali credenziali sia diventata uno tra i personaggi televisivi più conosciuti. A me sembra la parodia di quell’attore che si vestiva da donna e faceva la Coriandoli. In ogni caso, è una potenza qui dentro, e dovendoci lavorare insieme sarà bene entrare sin da subito nelle sue grazie. Perciò le vado incontro affabilmente.
“Ciao omissis!”, la saluto.
Lei mi guarda un istante, quindi tira fuori gli occhiali e li inforca e mi guarda di nuovo, poi se li toglie.
“E tu chi cazzo sei?”, mi dice di rimando.
“Io sono una leggenda.”
“Sì, una leggenda metropolitana… ma chi ti conosce?”
“Sono il nuovo giudice di omissis”, le spiego trionfalmente, “per me è un onore collaborare con te!”
See, ti piacerebbe! Gli altri giudici oltre a me anche se non sono stati annunciati ufficialmente si sanno già da un pezzo, e tu non sei uno di loro… Cribbio, qualcuno mi può togliere dai piedi questo sciroccato?”
Pressoché in contemporanea, omissis gira i tacchi e al suo posto compaiono tre nerboruti vigilantes pronti a ridurmi in poltiglia su editto della mia perfida collega di giuria musicale.


Protesto la mia innocenza e mostro la lettera che ho ricevuto. Uno degli energumeni farfuglia il numero del piano e dell’ufficio dove devo recarmi e lo squadrone della morte mi scorta fino all’ascensore per sincerarsi che non faccia altri gesti inconsulti.
Vengo quindi ricevuto da uno della produzione, che esamina la mia candidatura a giudice di omissis e infine sentenzia che non c’è nessuna poltrona di giudice che mi aspetta.
“Lei non ha capito niente. In questa lettera le proponiamo di fare il concorrente a omissis.”
“E che roba sarebbe?”
“È un programma dove partecipano vecchi cantanti falliti di cui non si ricorda più nessuno, che cercano di ispirare pietà nel pubblico per ottenere una seconda chance nel mondo della musica.”
“E io sarei un vecchio cantante fallito? Io sono una leggenda!”
“Certo, come no.” L’impiegato si alza e prende un libro da uno scaffale alle sue spalle. Mi mostra la copertina. È una specie di bignami della musica italiana. Sfoglia rapidamente le prime pagine per trovare sull’indice ciò che cerca.
“C’è una parte dove si parla della scena di omissis. Guardi, legga pure da solo.”
Mi mette in mano il volume aperto al capitolo sui gruppi della mia città. A noi omissis è riservato giusto un trafiletto di poche righe. Gli omissis invece, i nostri acerrimi rivali, quelli col chitarrista mio omonimo che si sono venduti al successo non appena hanno annusato l’odore dei soldi, vengono definiti un gruppo leggendario [sic] e descritti come gli unici esponenti credibili e longevi usciti dalle cantine di omissis in entusiastiche colonne piene di minuziosi elogi alla loro insipida produzione discografica, all’impatto multigenerazionale delle loro insulse canzoni e al carisma di quel pagliaccio del loro cantante.
Appoggio il libro sulla scrivania, consapevole della situazione. In definitiva, in questi tempi incerti non ci si può permettere di rinunciare a cuor leggero a certe occasioni. Gli sto già per chiedere di farmi firmare il contratto.


domenica 12 settembre 2021

I CONCERTI AL TEMPO DELLA PANDEMIA - CAPITOLO 5 #ONCEINALIFETIME - IL DIARIO SEGRETO DELLA LEGGENDA - A CURA DI MARIALAURA CORREDI


Volge ormai al termine il tour di un noto musicista del quale stiamo pubblicando i diari non più segreti qui sul blog di Riserva Indie. L’anonimo ma riconoscibile soggetto ha ancora delle primizie da regalarci e le leggerete a breve, come sempre da me rivedute in fase di editing e intercalate dagli omissis per salvaguardare la privacy delle persone coinvolte e la nostra incolumità, che è ciò che più conta.

Marialaura Corredi – Montecatini Terme – estate 2021


#5 – Once in a lifetime

È successa una tragedia. È stato annullato il concerto che avrei dovuto tenere questa settimana. Per un musicista che campa di concerti e non fa un cazzo d’altro, se salta una data è da vestirsi a lutto. Specie quando sei appena ripartito dopo un anno e mezzo di reclusione dietro lo spettro della pandemia.
Come al solito, sono venuto a saperlo per terze vie prima che qualcuno si degnasse di avvertirmi. Fatto sta che il festival omissis, che ci sarebbe dovuto essere nel weekend a omissis, una località nell’entroterra di omissis, e una delle tre sere era previsto il mio concerto, è saltato in blocco.
Non c’era nessuna spiegazione così ho fatto una ricerca online per capire che cavolo di problema c’è stato. Sono finito sul classico sito di notizie locali che rilancia servizi di vere testate giornalistiche, parassiti dell’informazione più o meno come i musicisti che suonano per me negli omissis, rifacendo le canzoni che io ho scritto e beccandosi quei pochi spicci che gli do per ogni concerto.
Almeno finché era economicamente sostenibile. Adesso e chissà per quanto altro tempo, è già tanto se riesco a restare a galla facendo live acustici da solo.
Insomma, sul sito scrauso c’era la descrizione del fattaccio: un tizio stava raccogliendo una pallina sul campo da golf, quando all’improvviso se n’è beccata una fortissima tra capo e collo da un altro golfista amatoriale che aveva chiaramente sbagliato la mira. Il tizio ha perso i sensi, e dato che era vicino a un ostacolo d’acqua, c’è cascato dentro ed è morto annegato. Cose che capitano.
Però si dà il caso che il campo da golf era dove avrebbero fatto i concerti, ed è stata presa l’incomprensibile decisione di annullare tutto quanto!
L’articolo riportava una breve dichiarazione del questore, o del pretore, o del rettore, boh, che diceva frasi fatte sul dolore dell’intera comunità, poi altre quisquilie burocratiche sull’agibilità degli spazi ma avevo già smesso di leggere a quel punto, imbestialito dall’idiozia umana.
Il succo è che non si suona più. E quindi? Muore uno e si ferma il mondo? E io che dovevo andare laggiù a lavorare, e che adesso non sarò pagato? Al mio dolore chi ci pensa?
Subito dopo ho provato a chiamare qualcuno dell’organizzazione. Gli ho manifestato signorilmente le mie perplessità. Con un tono di voce abbastanza alto affinché capisse quanto mi girano le palle.


“Io sono una leggenda! Io merito rispetto! E voi mi state mancando di rispetto!”
“Ciccio, fai come ti pare, tanto è tutto bloccato per ragioni di ordine pubblico”, ha blaterato quello smargiasso, oltraggiando in maniera intollerabile il mio status di leggenda della musica.
Io ho continuato a dirgliene di tutti i colori, finché non mi sono accorto che aveva chiuso la comunicazione.
Al che ho indirizzato la mia frustrazione sui social network. Ho pubblicato un post di protesta su omissis, aizzando i miei contatti contro questi dilettanti allo sbaraglio incapaci di organizzare un concerto su uno stramaledetto campo da golf dove è morto qualcuno.
E per tacitare preventivamente qualunque stupida contestazione di tipo morale che qualche perbenista con lo stipendio garantito avrebbe potuto farmi, ho chiuso con impeto autoritario: “E se qualcuno ha qualcosa da ridire, mi faccia prima un bonifico con l’equivalente dei soldi che avrei incassato per il concerto, poi può parlare.”
Tutto inutile. A fronte dei miei sostenitori che hanno giustamente inveito a priori contro l’assurda cancellazione del festival, ecco uno sciame di odiatori da tastiera che hanno incominciato a scrivermi le peggiori crudeltà. Che sono insensibile, che non ho empatia, che se la magistratura ha messo i sigilli al campo da golf c’è poco da fare… fesserie di questo genere.
Uno in particolare è arrivato ad augurarmi la morte come contrappasso per il golfista annegato. Nemmeno l’avessi ammazzato io!
“Il concerto annullato è il meno che ti poteva accadere… Tra poco raggiungerai Elvis Presley”, mi ha pronosticato questo mascalzone impunito. Roba da non credere. Ho perso un’occasione di lavoro e di guadagno e mi mettono pure sulla graticola!
Un’altra invasata si è distinta per la ferocia dei suoi commenti al mio post. E oltre a darmi addosso con veemenza, si rivolgeva a me chiamandomi Cesare Ragazzi, insinuando che il mio proverbiale ciuffo sarebbe in realtà posticcio.
Immagino sia frustrata perché sarà venuta a cercare di conoscermi dopo un mio concerto ma io avevo già arpionato un’altra preda e lei non me la sarò filata. A grandi linee è questo l’identikit delle donne che ce l’hanno con me.
Ho minacciato che l’avrei querelata, più che altro per farla smettere. Non posso mica correre il rischio di arrivare in tribunale e magari essere costretto a sottopormi a una perizia tricologica che riveli il segreto del mio ciuffo!


martedì 31 agosto 2021

I CONCERTI AL TEMPO DELLA PANDEMIA - CAPITOLO 4 #SHOCKTHEMONKEY - IL DIARIO SEGRETO DELLA LEGGENDA - A CURA DI MARIALAURA CORREDI


Prosegue il tour estivo di un noto musicista che sta annotando le sue prodezze in un diario dal quale sto estrapolando alcune pagine per il blog di Riserva Indie dopo esserne entrata in possesso con modalità che saranno rivelate solo una volta cadute in prescrizione. Forse. Al solito, gli omissis li ho inseriti io a beneficio della privacy delle persone coinvolte; a beneficio invece di voi lettori ho fatto un po’ di editing per rendere più scorrevole la prosa dell’autore.
Marialaura Corredi – Montecatini Terme – estate 2021


#4 – Shock the monkey

Questa faccenda del green pass ha incasinato parecchio la situazione. Finora facevo i concerti, mi pagavano una miseria e suonavo con la chitarra acustica di fronte a poche anime sedute a debita distanza l’una dall’altra. Adesso invece faccio i concerti solo se ho il green pass, mi pagano una miseria e suono con la chitarra acustica di fronte a poche anime sedute a debita distanza l’una dall’altra a cui hanno consentito l’accesso solo se hanno il green pass. Vorrei che qualcuno mi spiegasse il senso di tutto ciò.


Il primo concerto con la nuova normativa, che in pratica è uguale a quella vecchia, capita in un giardino pubblico alla periferia di omissis, in provincia di omissis. Hanno scelto l’area verde più lontana dal centro storico di questa cittadina, che già di per sé non costituirebbe chissà quale attrattiva a livello di location. Qui, in questo spiazzo misto di verde, terriccio e cemento, tutto recintato che pare un centro profughi, nemmeno i vecchi che vivono nei dintorni e la sera scendono in strada a prendere un po’ di fresco sarebbero incentivati a entrarci. Sguaino il telefono con l’immagine del green pass ai tizi che organizzano prima ancora che qualcuno me lo chieda, così per il resto della serata non mi romperanno le balle, soprattutto quando ci sarà da reclamare il pagamento.


“Come sta andando il tour?”, mi domanda uno di questi ragazzi.
“Sta andando benissimo”, taglio corto come sono solito fare. Mi defilo per fumare, ma quello mi viene dietro. Mi snocciola alcuni concerti che abbiamo fatto con gli omissis lì in zona nel corso degli anni, dove lui era presente e a ognuno collega degli aneddoti che nemmeno ascolto; infine si gioca l’asso nella manica.
“Ah a proposito, ti saluta omissis.”
“Ok”, prendo atto senza batter ciglio. Potevo cascare dalle nuvole e dirgli che non avevo idea di chi mi stesse parlando, ma c’era il rischio che mi attaccasse un pippone incentrato sulla suddetta persona. Quindi ho optato per questa tattica con più probabilità di successo nel troncare il discorso. In effetti l’ambasciatore non sa più a cosa agganciarsi e riesco a levarmelo di torno.
Era successo tre o quattro estati fa, non ricordo con precisione, era comunque molto prima che scoppiasse la pandemia; con gli omissis facevamo un sacco di concerti e anche i gruppi stranieri venivano con regolarità a suonare in Italia. Avevo conosciuto questa tipa dopo un nostro concerto e per un po’ c’eravamo frequentati, la andavo a trovare io oppure c’incontravamo a metà strada, in qualche airbnb a prezzi modici. Una volta la convinsi a venire lei da me a omissis. Era un weekend dove non eravamo in giro a suonare, anche perché sapevo che era in programma il concerto solista di omissis, lo storico chitarrista e leader degli omissis.


Ecco, se io sono una leggenda e un punto di riferimento per tantissimi musicisti locali, omissis è una mia versione su scala internazionale, e tutti sanno che è il mio principale ispiratore: da quando ho preso in mano la chitarra ho sempre cercato di imitarlo.
Perciò al suo concerto ci sono andato con questa ragazza conosciuta da poco per dimostrare che non ero da meno rispetto a lui. Non stavo lì deferente a recitare il ruolo del fan sfigato di mezza età, ma indottrinavo lei sull’importanza degli omissis nella storia della musica e mi ponevo al livello di omissis come capostipite del nostro sound, ognuno nel rispettivo raggio d’azione.
Alla fine del concerto ci siamo diretti verso i camerini per salutarlo, sennonché mi sono imbattuto nel cantante degli omissis, figura di culto della nostra scena sin dagli esordi, anche lui tra il pubblico.
“Lui ha iniziato tutto, qui a omissis”, le ho spiegato mentre glielo presentavo. Poi siamo rimasti qualche minuto a chiacchierare dei vecchi tempi, io e lui.
Alla fine ci siamo anche noi avviati nel backstage, dove ho ritrovato la mia ragazza che ci aveva preceduto. Era seduta sulle gambe di omissis, in un atteggiamento di complicità inequivocabile tra lei e il riverito chitarrista degli omissis. Con dignità ho chiamato la ritirata da quel camerino dove io stesso avevo fatto simili exploit in passato. Sono rientrato in sala giusto in tempo per scoprire che nel dj set post concerto stavano risuonando le note di omissis, la canzone più famosa che ho fatto con gli omissis, tuttora molto gettonata nelle discoteche alternative. Chissà se la tipa, impegnata nella stanza ovattata del retropalco, si era accorta che stavano passando un mio pezzo. Nel breve periodo della nostra relazione, ricordo che si tirava indietro da certi giochi erotici un po’ estremi che le proponevo, era abbastanza schizzinosa. Probabilmente ha lo stesso atteggiamento nei confronti dei vaccini e del green pass e quindi stasera non è potuta venire e ha incaricato il suo amico dell’organizzazione di salutarmi a suo nome. Mah… Io pur di continuare questa vita e avere la possibilità di conoscere e portarmi a letto altre donne, il vaccino me lo farei iniettare pure qui in basso!

mercoledì 25 agosto 2021

WRESTLING SOTTO LE STELLE! I RISULTATI DELLO SHOW SIW A MARGINONE//GALLERY A CURA DI SAMUEL FAVA

 


Prove generali di "normalità" in casa SIW con il ritorno dei tradizionali Show estivi con il pubblico in presenza a bordo ring, ovviamente tutto nel pieno rispetto delle regole anti Covid con le quali ormai abbiamo imparato a convivere, sperando che prima o poi finisca anche questa fase. 

Si lotta sotto le stelle nel complesso sportivo di Marginone di Altopascio, location "storica" per la promo toscana in quanto qui si disputava "Giorno del Giudizio" (e speriamo si torni a disputare nel futuro) uno degli eventi più attesi per gli atleti SIW.

In attesa di COLOSSAL, lo spettacolo che si terrà al Centro Invictus di Cascina l'11 settembre (e poi in onda sulla piattaforma TWITCH), i nostri eroi non sono rimasti ad aspettare ma si sono esibiti in una serata che non ha risparmiato emozioni e colpi di scena! 

Ma passiamo ai risultati e alla gallery foto-video dei match!






NICK WAVE sconfigge VERTIGO





LEON CHIRO sconfigge MARCUS VALENTINE



a

The DARKEST HOUR (Ivan Lacroix e Stryke Hellwig) sconfiggono la HIGH SOCIETY (Scanner e Ivan Blake)




PICCHIO sconfigge MERAK





Nel FATAL 4 WAY per il titolo WILD, il Campione in carica ADRIANO sconfigge JET, ALEX SHERIDAN e THUNDER KID




CAMILLA sconfigge EMANUEL "EL G" 







Il Campione SIW ALEX FLASH, accompagnato da LIAM MASSETT, sconfigge PAN in un match non titolato