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sabato 21 marzo 2026

SEED'N'FEED LIVE AL GANZ OF BICCHIO DI VIAREGGIO - RECENSIONE E GALLERY A CURA DI DENISE PER #ANIMALIDAPARTERRE



Esistono gli animali da palcoscenico, star che con naturalezza cavalcano la scena, e poi ci siamo noi, che dalla platea facciamo di quegli animali degli eroi, i nostri eroi. Questo è Animali da parterre, io sono Denise e stasera vi porto con me al compleanno dei SEED’N’FEED.


Esiste un posto non molto lontano da qui in cui si sono riversate negli anni passati diverse band underground alla ricerca di spazi per ricavare sale prove: si tratta di una piccola area di rimesse e depositi conosciuta dai local come “La Lisca”, è si trova a Bicchio, una frazione di Viareggio in una zona industriale. Per raggiungere il concerto di questa sera dobbiamo andare proprio lì, uscire dalla strada principale, addentrarci in strade secondarie, costeggiare campi e passare in mezzo a pozzanghere su vie non troppo battute e illuminate. Alla fine raggiungiamo un complesso di magazzini in lamiera disposti uno in fila all’altro su più file e infondo a quest’area, dove la luce si fa più forte nella notte, si trova il GOB, schermato da una ventina di persone che aspettano di entrare passando sotto a un gazebo provvisorio sistemato per riparare una parte di esterno dalla minaccia di pioggia della serata.
GOB, è l’acronimo di Ganz (Ganzi) Of Bicchio (di Bicchio), un nome a metà tra l’americano e il viareggino, e ganzi, ma per davvero, ne sono i fondatori: spero di non sbagliare nel nominare Alessandro, Lorenzo, Giacomo, Nicola e Andrea che hanno iniziato a lavorare a questo progetto intorno al 2014, coinvolgendo poi sempre più persone.
Uno di loro, Lorenzo Dinelli è il frontman dei Seed’N’Feed, gli headliner della serata, e Giacomo ha suonato con loro per 10 anni prima di passare allo stoner. I Seed N Feed compiono quest’anno 30 anni di carriera e si capisce perché era importante festeggiare proprio al Ganz Of Bicchio con questo concerto. Ci sono dei posti che sono di tutti ma sono anche casa per alcuni e i luoghi sono importanti quanto le ricorrenze.


Il GOB è un circolo Arci, quindi nel primo blocco all’entrata si controllano e si fanno i tesseramenti, poi si passa alla porta d’ingresso dove si paga il biglietto e la bevuta, in cambio un talloncino da consegnare al bar e un timbro sulla mano, una G maiuscola per permettere di entrare e uscire a piacimento.
Alla sinistra della porta d’ingresso un’insegna luminosa con l’acronimo del locale: le lampadine circondano la parte centrale, dove la scritta è intercambiabile, come nelle insegne dei vecchi cinema americani e vi sono riportati ogni sera i nomi delle band che si esibiscono.
Il locale non è molto grande e la serata si scalda subito, si incontrano i primi visi conosciuti, con cui si è già diviso il parterre in passato, non c’è la foga di prendere posto, il clima è molto tranquillo, la gente si muove in platea, prende da bere, sbircia l’angolo del merchandising dove sono esposti maglie dischi, cd e gadget che ripercorrono un po’ tutta la storia musicale della band. E’ il momento del “ce l’ho, ce l’ho, mi manca” e lì attorno si possono sentire le persone discutere su quale sia stato il disco migliore, il concerto più memorabile, il pezzo del cuore. Questo è quello che accade quando si partecipa a live di questa portata, si incontrano visi amici, si parla di musica, si rivivono momenti e si condividono esperienze.
Mi posiziono in prima fila, vicino alle casse, un po’ laterale, per godermi lo spettacolo da vicino senza rischiare di esser travolta dal pogo che arriverà, è certo! La posizione laterale mi permette di avere un luogo a cui poter tornare quando la calca stringe troppo. Quelli che dal pit non usciranno per tutta la sera invece si individuano subito. Ci sono un sacco di ragazzi giovani, forse figli di qualche componente della band con amici, altri con i genitori al loro fianco, altri ancora semplicemente nuovi fan. Mi fa sorridere, perché mi rivedo io alla loro età e solo in quel pensiero comprendo il gap e la bellezza di essere lì insieme a loro. La musica è davvero un linguaggio universale e soprattutto intergenerazionale.



Riesco a buttare un occhio alla scaletta. Sono riportati tutti i brani più famosi e non solo. Acquaforte, Century’s Gone, Modulo 125, Tracce, Rossoarancio, Versilia Disco Trash, I Just Wanna Play. Si ripercorrerà tutta la loro storia.
Finalmente salgono sul palco. La line up attuale è quella più longeva: Lorenzo Dinelli voce e chitarra si presenta con la barba lunga, camicia a quadri e un cappellino in testa, come sempre altissimo catalizza subito l’attenzione di tutti. Matteo Caldari, basso e seconda voce, berretto in testa della Inconsapevole records si posiziona davanti a me , dalla parte opposta Diego Caldari alla chitarra e dietro Pansini Fabio alla batteria sulla cui parte frontale è curiosamente posizionato il faccione di Dustin Hoffman pronto a saltellare per tutto il concerto.


Ma le postazioni non sono state tutte completate perché quella di questa sera sarà una festa e a un certo punto ci sarà talmente tanta gente sul palco da non far percepire più la linea di divisione tra la scena e il parterre: saliranno altri musicisti che hanno percorso un pezzo di strada con loro, fan scatenati, cantanti improvvisati.
“Io sto bene, tu come stai?” è l’attacco di “Mi pento” che parte con tutta la sua carica dopo l’intro e diventa un convenevole che accende la folla che fin da subito inizia a cantare con il frontman e canterà per quasi tutto il concerto. Giacomo Cerri con la sua chitarra, sale fin da subito sul palco con gli ex compagni, ma non sarà l’unico: si alterneranno sul palco anche Carlo Alberto Rossi al basso, Federico Bertolini alla batteria, Andrea Iannazzone al basso e Mark Byrne alla chitarra.
Inesplosa, Disconnected, Montagne Fredde, Lungo la strada, Forgiven, Satelliti, Foto Sbiadite, sono solo alcune delle canzoni della prima parte della serata.
I brani in Italiano, quelli di più semplice ascolto, sembrano in successione raccontare una storia, quella di un viaggio lungo che tocca temi sociali, amorosi, esistenziali e legami universali allargandosi anche nello spazio, un tema ricorrente, attraverso riflessioni su movimenti cosmici che scomodano le stelle e risolvono il senso della vita in tutti noi: perché forse è davvero tutto scritto nelle stelle, come ciò che nella vita ci ha poi portato a essere tutti qui questa sera. Il repertorio della band viareggina è mutato molto con loro nel corso degli anni e tanto racconta dei membri che si sono succeduti.Nella seconda parte del concerto, “Prima che… sia troppo tardi” l’animo più riflessivo e maturo viene messo da parte in favore di un percorso tra pezzi che ammiccano alla parte più punk della band. “Take a position” segna la fusione definitiva tra parterre e scena. C’è chi sale sul palco, chi canta, chi si lancia, chi si abbraccia, chi si tocca le mani. Il pogo è inarrestabile. Smetto presto di capire che canzone verrà suonata, e mi faccio trasportare da un flusso di musica e energia che mi culla come un gioco acquatico per tutta la serata. Presto la scaletta viene abbandonata, nessuno ha voglia di far finire il concerto: molti brani si aggiungono in coda, finchè a un certo punto sul piccolo palco del GOB si ritrovano 7/8 musicisti tutti insieme, sulla folla si susseguono persone in stage diving e le voci della band non si distinguono più da quelle del parterre.


Dopo tanti tentativi di saluto, ancora troppo presto, il concerto finisce. E’ mezzanotte e mezza, ringraziano, dedicano la serata al locale che ci ha appena ospitato. “Sosteniamolo!” dice Diego, i ragazzi si abbracciano e noi li guardiamo un ultima volta prima di abbandonare le nostre postazioni. Prima che le luci del palco si spengano.


Il compleanno dei Seed N Feed al Ganz Of Bicchio del 24 gennaio 2026 è stato davvero una grande festa!

Denise 







 

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