A vent'anni dalla morte di Kurt Cobain esce,il 5 Aprile 2014, "20 dopo Kurt",un libro di Patrick Poini edito da Giovane Holden Edizioni.Ecco
la premessa al libro dove l'autore spiega come ha realizzato(e
raccontato) la compilation ispirata all'indimenticabile leader dei
Nirvana.Patrick Poini sarà in diretta Martedì 25 Marzo dalle 22,35
all'interno del programma "L'Ultimo Negozio Di dischi Sulla Terra"(su
Contatto Radio Popolare Network fm 89,50-89,80 fm e in streaming su http://www.contattoradio.it/ascoltaci/index.php )per presentare il libro e una playlist esclusiva con un brano estratto per ogni album presente in "20 dopo Kurt"
Questo libro ha una duplice funzione. La data di pubblicazione
non è casuale perché si tratta innanzitutto di un omaggio a un
artista che ha segnato la storia della musica rock, a vent’anni
dalla sua scomparsa: Kurt Cobain, l’indimenticato leader dei
Nirvana.
Di Cobain e del suo gruppo ho divorato ogni disco edito e
inedito, vhs e dvd, biografia, ho comprato, indossato e consumato
t-shirt e ho ancora qualche poster attaccato alle pareti
della mia camera.
Lui, con i Nirvana, mi ha fatto amare veramente la musica
dandomi una coscienza critica per la quale gli sarò grato per
sempre. Negli anni Kurt è stato per me come un amico.
Lui, sino alla fine, non ha smesso di amare e ascoltare la
musica degli altri, come faceva da bambino quando sognava di
diventare una stella del rock. A vent’anni dalla sua controversa
morte, ho pensato alla sua e alla mia passione e a tutti i dischi
che non ha potuto ascoltare (a eccezione di uno e capirete presto
il perché).
Ed ecco che mi sono messo a fare mente locale: quali sono
gli album che mi hanno toccato più degli altri dopo la morte di
Kurt Cobain e che sono in qualche modo legati alla sua figura,
al suo percorso e alla sua sensibilità? Nell’arco di vent’anni, ne
ho selezionati altrettanti.
In due decadi di musica sarebbero stati almeno il doppio i
dischi che, secondo un giudizio di qualità ovviamente soggettivo,
avrebbero avuto le caratteristiche per entrare in questo volume.
Così ho voluto dare spazio anche a diversi lavori di band
che non hanno venduto milioni di copie o avuto una lunga
carriera, ma che ritengo validissime e assolutamente aderenti
agli intenti di questo libro. Qualche amante della musica rock,
magari mi ringrazierà! Ecco svelato il secondo proposito che mi
ha spinto a questa pubblicazione.
Consapevolmente ho tralasciato gruppi e artisti italiani, che
difficilmente si sarebbero legati bene a questa storia: sebbene ve
ne siano alcuni che per sonorità avrebbero fatto al caso mio, mi
sono limitato a scegliere lavori in lingua inglese; il motivo principale,
però, è che l’ambiente musicale alternativo nel nostro
Paese in questi vent’anni è stato più osteggiato che coccolato e
ciò ha impedito agli artisti di avere le stesse possibilità di farsi
conoscere, anche a livello internazionale, che si hanno invece in
Stati Uniti, Gran Bretagna e persino Finlandia.
Posso affermare che, nello spirito e/o nei suoni, di tutti gli
album che ho scelto ci sono caratteristiche alternative rock. Non
possono mancare alcuni classici e derivati delle scene grunge e
foxcore, generi (o meglio “attitudini”) che hanno avuto larga
diffusione proprio grazie alla figura, alle doti e al carisma di
Cobain.
Per affrontare questo tour nel tempo non mi sono avvalso
solo di quegli album, di riviste, libri e siti musicali ma anche di
compagni di viaggio che sono tra i veri e propri protagonisti di
questo libro.
Tanti musicisti, abituati a suonare sui palchi di tutto il mondo,
hanno contribuito con il loro tempo, i loro ricordi e le loro
opinioni rispondendo via web alle mie domande sui dischi in
cui hanno suonato, su Cobain (qualcuno ha avuto modo di
conoscerlo bene) e sulla musica in generale...Patrick Poini

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